lunedì, 25 agosto 2008

Ultime sequenze di Cast away di Zemeckis. ...L’incrocio, il pan-horama (tutto-visione) il sorriso beffardo di tomencs...

“Pà, non ho capito bene qui alla fine..cosa si intende...?”

“Cla, ciò che hai perduto o ritrovato, lungo le strade della vita, l’occasione, il caso da cogliere, ricominciare è la sola salvezza, non importa da che parte ti volti...”

“Pà non chai caputo un cazzo pure tu eh?”

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categoria:cinema, film, comunicazione, domande, figli
mercoledì, 21 maggio 2008

ma si facciamolo, andiamo a sputtanarci per amore….beh lo sai com’è l’amore, la gente si mette insieme sempre all’ultimo momento”

.........................................(bambino di 9 anni – love actually)

dovessi scrivere di cinema nse sa mai.....

si ok è un filmetto Love actually, ma anche no. La chiave è caricaturale ma la sostanza è cibo della gente con l’occhietto allo spettatore. È un film sulla solitudine o sull’abbraccio? Entrambedue. La forza dei sentimenti amputata dalla paura di quella forza. La vita è l’arte dell’incontro. Ogni prossemica è legata da un sottile filo invisibile, caso, occasione, fatalità. Però siamo più bravi noi italiani a rappresentare la leggerezza dei dolori di esistere insieme.

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categoria:amore, cinema
lunedì, 09 luglio 2007

ferocia

Un amaro carpano puntemes, un millefiori cucchi, un amaro cora, petrus bonnekamp, caramelle muh e duffur…qualunque cosa del passato è preferibile, quando vedi in tv certa gente. Ci inciampo, li ascolto, li guardo… un grumo di pelo vomitato da un gatto a infastidire il pensiero, in testa un evidente grappolo di emorroidi, testa, suvvia, un ematoma, più nocivi del vibrione di colera i pulitici in tv. E cerco eventuali differenze fra il parlamento e un ospedale psichiatrico. E in parlamento neanche li curano. D’Alema è simpatico come una colonscopia, vorrei essere un lama peruviano per sputargli addosso anche a tre metri di distanza…ehi Mastella c’è gente che va a levare le frasche dalla A1 fra gli spartitraffico eh…quella gente li ti aspetta così quando pronunci la parola lavoro sai di cosa si tratta…quell’inutile nano, piccolo fastidio vivente, un’impronta digitale di sterco, una spina di riccio sotto la pianta del piede, al posto del midollo il sint 2000, il cervello prelevato dall’italia in miniatura, capocannoniere delle stronzate, maestoso come un testicolo di pantegana. Ma facciamogli fare il guard-rail a monza o il jumping col fil di ferro. Romano attento! se ti sdrai in un prato ti raccolgono con la paletta, veltrox, celenterato nemico dell’igiene, una squama di sgombro. Non c’è alcuna dogana fra bocca e cervello per questo passano tutte quelle cazzate, un cannolo ripieno di stronzate questo cervello bonsai del PD, cromosomi avariati di larve di mosca. Piuttosto che subire questo tornado di cazzate meglio rifugiarsi in qualche cinema estivo. ciclo lapponia oggi: commediola dai toni vivavi e brillanti del regista emergente sukulov dal titolo: irritazione cutanea di un cacciatore di renne con il fuoco di sant’antonio. A mezzanotte, l’uomo che si cibava di muschi e licheni, sottotitolo, ma nascere a rimini no? Domani ? Riflessioni post-mortem di un filetto di platessa – della giovane cineasta sahlma mjnkjonjs. Ogni cosa è preferibile….

giovedì, 22 marzo 2007

il penitenziario di ueikfild, uomini e topi

 

“affamare ed umiliare i detenuti non è propriamente un modo per restituire dignità a dei peccatori”

ho deciso. Il mio film è Brubacker del 1980 (robert redford, e due giovanissimi morgan freeman e kurt russel credo). Mmm vediamo cosa c’è dentro. Senso di ribellione verso l’ordine costituito, carica ideale, ironia da vendere, vendere cara la pelle, coraggio sfrontatezza spregiudicatezza, indipendenza e autonomia di pensiero. Un profondo rispetto della persona e una condanna della corruzione e dei traffici che lavano le mani, il valore dell’equità di trattamento, il senso della vicinanza e comprensione delle miserie umane. La volontà di cambiamento e di restituire alle mezze seghe il prezzo delle mezze seghe, il bisogno di capire a fondo le cose senza mai fermarsi in superficie…spirito organizzativo con la sola arma del buon senso, considerazione per il lavoro delle persone e attenzione ai sentimenti degli individui…l’affidabilità della parola data, il peso di una stretta di mano, Beh direi che è abbastanza per rappresentare ciò in cui voglio ancora credere. Si resuscita senza miracoli, tutto questo in un solo film, a non voler esser ciechi. Niente male. Andrebbe proiettato due tre volte l’anno nelle scuole, altro che ho voglia di te e i scamarci del cazzo. Salute a te capitano brubacker, direttore del carcere di wakefield, esperto in criminologia. E umanità. Credere negli uomini, sempre, anche se sei il solo. E a mani nude. A giocare per vincere son buoni tutti. È per perdere che ci vogliono le palle. Rivedere quel film toglie il mal di schiena.

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categoria:cinema, film, idealismo