lunedì, 23 giugno 2008

Le furie rosse e le scorregge azzurre

È nei pressi di siviglia. Al momento produce energia che siddisfa le esigenze del vicino paesino di 6mila abitanti, 10 megawatt. Arriverà a 300 entro il 2012 per coprire siviglia intera. Un miliardo e mezzo di € l’investimento, un terzo di una centrale nucleare. (e me sa che nun channe scorie). È un gioiello di centrale solare. La capacità energetica su fonti elternative della penisola iberica sta crescendo esponenzialmente, tanto che stanno decidendo un’uscita progressiva dal nucleare. Domanda al professore della Bocconi: da noi esiste una cosa del genere? Risposta: imbarazzo..ehhem no, Ma non sarebbe un'ottima cosa e un affare? ehhhhm imbarazzo ehh si. e perchè allora non si fa? ehhhm Imbarazzo… forse manca sta.—bi.lità..istituzionale forse…altro? Si, forse un altro sole, importiamolo dai cinesi.

 

 

Ci sono dei momenti nella vita, momenti, che vita ci sono, che quei momenti, che quella vita

 

Quando lei infila la mano sotto i tuoi bermuda e tu pensi…cazzo avrà perso stavolta

 

Quando lei dice…il tubo di origano te lo lascio e omette, tanto è praticamente finito

 

Quando il tuo amico del cuore, che ti ha cresimato con sei punti il sopracciglio a beach tennis ti usa come spot bellico on the beach: vieni qua…guardalo...e lui è mio amico, figurati!

 

Quando strofini la tua guancia sulla sua coscia. e non è la sua pelle ad arrossarsi

 

Quando entri in profumeria e chiedi una crema per viso e la commessa…è per un regalo vero?

 

Quando in autobus una ragazza con una stampella si alza e…prego! E noti che è incinta

 

Quando lei si appena prodotta nel miglior dritto incrociato del millennio e sta già pronunciando …vacce a beve….e tu in scivolata alzi polvere rossa con la punta della racchetta infilzi la palla nell’angolo opposto fra le righe solo per attendere in silenzio l’ovazione del roland garros de palombina

 

Quando in bici fai la salita di barcaglione che sembra lo stelvio e dici cazzo è già finita, mentre l’anno scorso ti spingevano su gli alzheimer in carrozzella

 

Quando prendi la base no son of mine, e la fai solo due toni sotto la tonalità di phil collins

 

Quando il più paccone ti sta fregando 5-2 a beach tennis e pronuncia le due parole magiche ….vuoi continuare? E tu ovviamente lo asfalti 9-7 perché hai deciso che solo allora era cosa buona e giusta fargli un culo così.

 

Quando attivi l’apparato di videoconferenza e sintonizzi 10 sedi in italia nell’esatto istante in cui il dirigente che ti sta sui coglioni è immerso nell’esplorazione autocosciente con mezza dozzina di dita nel naso, stock-pulp-options a circuito chiuso, e sai che brinderanno in tuo onore.

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venerdì, 23 maggio 2008

Sor-volare alto

Vent’anni fa un referendum decide che basta atomo made in italy. Dismettiamo le centrali, caorso, trino, latina...in qualche modo ficchiamo le scorie da qualche parte...stop quindi ad istituti di ricerca, tutto. E oggi? È come se un’azienda che fa peluche decidesse di punto in bianco di costruire i buldozer cabrio pe larussa. Così, perchè je va. L’energia costa l’iradiddio. E costerà due irediddio in futuro e noi che facciamo? solare, rinnovabile e risparmio energetico, differenziata? No. Infiliamo la chiavetta in un motore che se va bene si accenderà fra 12 anni. quando, con la rarefazione del petrolio, avranno trovato sicuramente un’alternativa decente, sennò saremo già tutti al creatore.

Una centrale nucleare iniziando ora sarà attiva nel 2019 e costerà 3-5 miliardi "posa in opera", fra materiali e manodopera, (iva al 10% se ristrutturazione? chissà come funziona il recupero fiscale sul 730 dell’enel). Conoscendo i fornitori italiani (chi ricorda la nuova pignone e il supercannone pe l’iraq?) è lecito pensare che costerà molto di più ma per fortuna arriverà molto dopo.

Con 5 miliardi di euro mettiamo pannelli su 4-5 sistemi solari. Ma poi diverremmo fornitori dell’enel anziché continuare a foraggiarla. Per questo non va bene. Non va bene risparmiare energia né produrla in proprio. Dobbiamo spremere una spugna disseccata.

Come inizio potrebbe bastare oh peninsula nova, ma ..Renato schifani (pronunciarlo ogni tanto fa da gargarismo dell’anima)....fini che abbraccia il decreto salva rete4, reato di clandestinità...militari nei siti dei rifiuti a napoli e inceneritori del buco nero di acerra (ma so pe i Rom?)...cari elettori del destra-destra era per questo scenario che la marcegaglia – (le appena morto un operaio) - descrive come meraviglioso che avete scelto l’omo impavidus scambabrucessi? Se fai falso in bilancio ti strizzano l’occhio, se sei straniero non identificato te li strizzano tutti e due, com’è? Forse perché come dice vauro il secondo è l’unico reato che il nostro rott...vailer nano è sicuro di non poter commettere.

O governo ombra o governo tomba so sempre zombi de gioia. A veltrò ma ste riforme non è mejo negozialle co provenzano?

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sabato, 19 aprile 2008

i have a dream (in Dubai)

 

non era un sogno. Era tutto vero. Pochi minuti di televisione che testimoniano il significato di queste elezioni più di qualunque editoriale sui flussi di voto.

Interviste barbariche, la7. Scorrono le immagini di dubai, la las vegas d'oriente edificata coi petrodollari. Una città fantascientifica dove puoi trovare ogni cosa immaginata dal denaro. Mall, italian shopping, piste di sci, la vela a 1500 dollari a notte. Là c’è proprio di tutto anche la turista ancelotti imprenditrice che sgrana occhi e portafoglio, assieme ai documentati attori, cantanti, sportivi che volano a frotte in quel paradiso (anche fiscale).

La parola a Tozzi, conduttore di Gaia. Il quale in poche frasi uccide il sogno. Sto menagramo: quella città è un modo assurdo di concepire alloggi e vita comune. Consuma e brucia dieci volte il posto che occupa nel mondo. Interra, erode, stravolge il deserto, plasma grattacieli, crea isole artificiali, un suv devastante sbattuto in faccia a chi va in bicicletta perché o è povero o ama il pianeta…questo sistema non funziona si arroterà su se stesso, tra vent’anni saranno macerie planetarie…

Cresce il fastidio dei presenti. Ma tozzi prosegue (nel deserto mentale spettacolare)…tutto questo sarà evidente non quando finirà il petrolio, tra breve, ma quando il suo costo sarà insostenibile cioè fra pochi attimi. Tutto ciò non solo è diseducativo, attribuendoci un potere sovrano sulla natura che non abbiamo, ma il pianeta ha proprie leggi immutabili e ogni ribaltone non è costo zero, dice in sintesi tozzi, i costi li stiamo già pagando…

E la bignardi - che stringe gli occhietti perché è miope non perché pensa – (dovrebbe portare un post-it sulla fronte sennò la gente si confonde)…la bignardi dicevo fa divertita e stuzzicante, come avesse ascoltato una barzelletta: “non trovate un pò moraleggiante la visione di Tozzi?”

Ci fosse stato un precario a rispondere. No c’era il direttore di Adn-kronos, un'altra conduttrice a nolo, un comico napoletano e dio mio ancelotti imprenditrice la quale: “no, non sono d’accordo, anzi non capisco proprio”.

Tozzi non demorde…”è la stessa logica perversa e cieca che ci spinge a consumare fragole a novembre trascurando l’enorme quantità di chilocalorie e CO2 per unità prodotte, dovute a coltivazione, lavorazione, confezionamento e trasporto a migliaia di chilometri…

Neppure ancelotti imprenditrice demorde: “non capisco proprio, ma che c’entra, (testuale) anche io mangio le fragole a novembre, ma qua in italia, mica ci devo andare a dubai per mangiarle”.

Tozzi crolla. è vero, non ha capito proprio. Lei non capisce ciò che una intelligenza normale ha metabolizzato da anni. Coi soldi che ha avrebbe potuto comprarsela a dubai una intelligenza media. Invece ha voluto esagerare. probabilmente l’ancelotti imprenditrice ha un cervello griffato policromo: riconosce ogni tonalità sulle banconote da 100-200-500 euro. Oppure un cervello logotipo? Associa labialmente il marchio all’istituto che apre linee di credito in nanosecondi? Oppure un cervello santancheide, (“sto per comprare un appartamento in un grattacelo di dubai”, dice placando la nostra fame informativa nei suoi confronti). In questa gente dai neuroni da formula uno si nota una sottile linea d’ombra che circoncide montezoccoli, napoletoni e ancelottoni. È la linea di ombretto che li fa più belli, irrinunciabili per il nostro paese, full optional tracotanza nihil, che fanno sentire loro di meritare un appartamento a dubai. Ma noi li meritiamo?

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venerdì, 27 luglio 2007

pubblico la lettera che ho inviato ai quotidiani locali, indirizzata alla giunta della mia città, Falconara marittima.

Alcune considerazioni sulle condizioni in cui “versa” Falconara.

Anni fa il destino mi portò a dirigere una rivista locale di volontariato. Affrontammo la questione API con tecnici competenti pubblicando per la prima volta gli esiti della valutazione di impatto ambientale della prima centrale (1992) con dubbi mai risolti su aumento della temperatura atmosferica e idrica. La città rimase immobile, silente e la direzione dell’Api ci mandò a chiamare. Noi andammo sicuri di ottenere risposte invece il dir del personale ci disse unicamente: volevamo vedervi in faccia, capire che gente siete. Probabilmente rimasero rassicurati nell’osservare quell’innocuo manipolo di intimiditi studenti e noi al di là della possibile intimidazione capimmo che la città non era ancora consapevole, che Falconara era messa così perchè mancavano i falconaresi.Ma questo accadeva 15 anni fa.

In questo primo anno di amministrazione della nuova giunta ogni iniziativa, o meglio ogni provvedimento in assenza di iniziative è stato giustificato con la necessità di non dichiarare il dissesto finanziario e ricorrere al commissariamento. Cessazioni di servizi, chiusure di attività, istituzioni liquidate, vendite immobiliari, accorpamento di società di servizi, rinegoziazione di mutui, aumenti di tariffe e tutto ciò che ancora conosceremo in questo contesto. Lasciamo da parte ogni polemica spicciola sulle cause della grave situazione, che va presa intanto come dato di fatto.

Il “progetto” non può fermarsi al risanamento. Manca ancora uno scenario su cui si innesti l’idea della città futura. Risaniamo con le nostre tasche, ok e poi che succede? Bisogna avere il coraggio di identificarsi in una presenza forte in grado di lasciare una traccia da seguire e si può fare anche usando un ridotto margine, scegliendo una direzione precisa e muoversi di conseguenza, anche di pochi metri.

A mio parere la giunta è formata da persone degne che singolarmente stimo. Ma è proprio per tale ragione che il gruppo ha il dovere di esprimere di più e aprire un dibattito che coinvolga tutta la comunità sulle priorità future, sulla direzione da offrire a questa città. Approvare un consuntivo e un preventivo a rischio non è un progetto, è una manovra finanziaria finalizzata a salvare il contingente.

Falconara da 30 anni ha due problemi strutturali: l’ingombrante presenza della raffineria, soggetto economico responsabile di problemi di diversa natura (ambiente, sicurezza, viabilità, salute…)  e la concentrazione di insediamenti abitativi; in piccolo Napoli con la sua ex-Bagnoli, e una densità per km quadrato molto superiore. Evitare il saccheggio da idrocarburo e cemento dovrebbe essere una priorità. Quali sono i segnali che la giunta ha fino ad oggi inviato ai cittadini? Dialogo finanziario e nulla osta alle dinamiche espansive della raffineria e nuove abitazioni. Il nostro territorio è ancora privo di una vocazione propria, di una personalità condivisa, ha solo subìto nelle legislature scelte obbligate da singoli improvvidi o da istituzioni esterne alla città. Oggi forse i cittadini si sono formati e sono pronti ad impugnare le briglie del loro destino.

Non chiediamo voli pindarici o una città sognata. I problemi vanno risolti a piccoli passi proprio per la rilevanza degli interessi in gioco, spesso in conflitto. Si tratta di iniziare un percorso per questo due cose sarebbero possibili a costo zero:

-         l’istituzione di un ufficio per il superamento della raffineria, che potrebbe avere compiti istruttori, aprire dibattito, analizzare documenti, verificare valutazioni e alternative, pianificare una traiettoria d’uscita. In sintesi quel punto di riferimento per competenza territoriale che la città non ha mai avuto il coraggio di creare.

-         il blocco immediato di ogni ulteriore percussione urbanistica nel territorio, associato ad un censimento delle abitazioni non concesse in locazione.

I giornali hanno riportato dichiarazioni di qualcuno in Regione: la città tribola per vocazione. La sofferenza in questo caso non è una vocazione o un destino ma, sia chiaro, è determinata dal perdurare di scelte politiche che fino ad oggi non hanno in alcun modo ostacolato il degrado. La finalità che ritengo sia condivisa da molti è vedere questa città governata nei processi e nel suo recupero senza farle subire ulteriori violenze. Se è vero che spesso un’avversità nasconde una opportunità, quale occasione migliore per questa giunta di mostrare autorevolezza, autonomia di pensiero e indipendenza dai poteri forti?

 

postato da: vadoinbici alle ore 17:26 | Permalink | commenti (1)
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