cosa tiene unito il paese, i partigiani o il suv?
“A Santoro, Gabanelli e Iacona si chiede di smettere di fare giornalismo, di andare in giro per il paese a filmare fatti luoghi e persone”
(curzio maltese)
serio? Va bene, per il rispetto che si deve alla giornata, serio.
Qual è l’unico incubo di silvio berlusconi, il più grande costruttore di realtà virtuale? Che qualcuno possa raccontare davvero gli italiani all’Italia partigiana. Che dal basso della strada, oltre il salotto, emergano, facce, pensieri e storie vere. E perché il grande bluff, la colossale manipolazione nel nostro paese funziona?
Cosa hanno in comune bressanone, varese, anzola nell’emilia, porto d’ascoli, avellino, ragusa o nuoro e milano3? La lingua? il clima sociale o atmosferico? Lo stile di vita ? la dinamica che governa i rapporti fra le persone o le istituzioni? Il modo di percepire reddito o di spenderlo? Nulla di tutto questo, appunto. Non hanno nulla in comune. Una somma di microitalie diverse, una base imprescindibile su cui costruire la dittatura mediatica. Io posso raccontare qualunque cosa e sarà questa l’unica cosa che unisce, se ogni altra cosa divide. E questa qualunque cosa è la pubblicità. Che il prodotto sia lettore cd o ignazio la russa poco importa.
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Quando una telecamera e un microfono entrano davvero nell’anima del paese? Quando c’è un dolore (eluana) o un disastro (l’aquila), un film di lacrime e violenza. Quando si possono ricoverare in magazzino le diversità e serve un sentimento comune per occultare il fallimento della comunità.
10 mesi fa una scossa della stessa stessa magnetudo abruzzese colpisce San Diego e dintorni, 6 volte gli abitanti dell’abruzzo. Un decesso per infarto. Chi vive o lavora generalmente all’estero e capita in Italia in questo periodo fa le medesime riflessioni sui soccorsi, sui crolli allucinanti (la prefettura, l’ospedale) sull’impunità, sulla protezione civile che solo in Italia parte dai pompieri invece che dal ferro nei pilastri.
Esistono concetti semplici che anche un bambino non soggetto a dittatura mediatica sarebbe in grado di elaborare. La realtà è fatta di storie, fatti, luoghi, persone che raccontano, spiegano il loro punto di vista, interrogano, incolpano. E nelle rare occasioni in cui il miracolo si produce (ospedali di gaza, l'aquila) appena la verità filmata ci arriva si scatena l'antidoto: critiche sull'evento (fazioso) anziche' dibattito sui contenuti della realtà (sconvolgente) come fossimo dei psicolabili da nutrire a docu-drama. Perchè in ogni caso deve prevalere "La realtà costruita" quella delle chiacchiere dei politici, dei divanetti di vespa, delle megainterviste sul nulla, dei sorrisi stampati fra le macerie. Tutte immagini che goccia dopo goccia sono l'anestetico del senso critico e da bressanone a nuoro,….fanno comprare un suv.
Non serve dire – io non guardo la tv, oppure, -figuriamoci se io mi lascio influenzare. Siamo animali sociali e siamo costretti ad avere qualcunque tipo di rapporto apprezzabile unicamente con i nostri simili, quindi nessuno è immune al contagio. "la scomparsa dei fatti" non è solo il titolo di un libro di travaglio. è esattamente ciò che ci accomuna e governa. Viva i fratelli Cervi.
!!!!!!!!
sigaretta con filtro o senza filtro?
CNN: "quelle che state vedendo sono immagini e interviste dal..."
italia NN: "dovremmo poterci collegare con il nostro inviato che passerà la linea al cronista locale che dovrebbe aver raccolto le testimonianze dell'onorevole e le preghiere del monsignore nei luoghi devastati a sole 24 ore dal..."
...........papà perchè oggi è festa?
...........perchè la tecnologia non serve a un cazzo amore mio.
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