venerdì, 30 novembre 2007

Ode chi si ontenta

Oh veltrox, deh, i trasporti so de destra? Mah! visto mai due piloti ali-taglia farsi le coccole? Due camionisti adottare un gattino e rifarsi lo smalto dopo aver scaricato pallet esteloder? Veltrox hai mai guardato in faccia un tramviere di scampìa? Altro che tassista sulla nomentana. 18 % di aumento di tariffe concesso. E hai fatto il duro. Se facevi il moscio? Affidavi l’informazione del pidì a follini? O copiavi paro paro il nuovo simbolo del pidì da un sito web olandese? E pensavamo nessuno fosse peggio di rutelli-na sgonfia. Veltrox, sei proprio un assorbente interno. E oggi l’italia si ferma per il ciclo. Oggi? incontra silvio 'ù curtu. da tremare. viva letizia moratti e debborahh bergamini. meglio la merda palese delle feci occulte.

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mercoledì, 28 novembre 2007

Ieri sera ho visto ballarò. Certe volte non so da dove iniziare.

Faccio solo due considerazioni.

1) è vero, non siamo un paese meritocratico, non accettiamo culturalmente la contendibilità. Il primo della classe ci sta sugli zebedei, perché la dedizione non è un merito e l’intelligenza altrui non è valutata individualmente come risorsa ma come pericolo: questo mi frega. L’intelligenza mette a disagio, se manifesta è socialmente un fastidio, se unita alla furbizia una calamità. Questo accade.

2) questo accade anche perché siamo ancora tutti molto ideologizzati. L’ho notato dall’aggressività di todini (industrialessa ggiovane) e ravetta (forzaitaliota ggiovane). Tra parentesi, si notava il sorrisotto di floris che diceva: ueilà vedete? Finalmente due belle gnocche qui. Incredibile. Dicevo aggressività. E pure la mia che ascoltavo quella doccia di cazzate sulle raccomand-azioni leggermente diverse dalle segnal-azioni che solo nel settore pubblico….e siamo ideologizzati e aggressivi per il profondo conflitto sociale apparentemente insanabile, per cui c’è chi sta attento al prezzo dei biscotti e chi invece spende 400 euro al mese solo di massaggio piedile dall’estet-ista fetic-ista.

Insomma la radice è la solita: il bamboccio dell’ingegnere che si presenta all’ersu per l’esonero tasse o il figlio dell’architetto in fascia di povertà per l’accesso al nido. Drenaggio ematico dei dipendenti a favore dei ricchi evasori emotrasfusi. Questa è la società del capitalismo totale, per cui i comportamenti sociali hanno un movente economico. Non esistono più moti spontanei dell’animo; con la commessa essere gentile o arrogante è dettato dalla convenienza. Mi è utile per ottenere ciò che mi serve “apparire” umile o far sentire forte e chiara la mia voce? Perché comunque, meritocrazia o no, questa è una società concorrenziale, sei in competizione nelle relazioni, nel sesso, nel lavoro, nell’amore, nell’immagine e nell’aspetto, nella conquista di ogni cosa. Poi ci sono loro. Le todini-ravette, quelli che…io li schederei. Altro che chiederti quanto guadagni. Compri champagne? fuoristrada? barca? Vai a cena a 200 euro a cranio? Biutifarme a 700 euro a botta? Bip sul computer ogni volta e lo status mi svela in automatico il reddito. Non ci vole mica un genio. In pratica già succede con la carta di credito. Solo che in qs caso sarebbe lo stato a disporre delle info non le banche. Difficile? E se dichiari il falso a calci in culo da qui all’ufficio delle entrate.

A proposito. Preferisco una bonazza povera a queste qui, ma ricca di spirito. Trovarla! Certe volte penso che vorrei scoparmi benbene un’evasora industriala di destra solo per sfregio. Pensa te quanto sono ideologizzato e aggressivo.

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martedì, 27 novembre 2007

Io l’ho visto, no hay olvido (donteforghette)

Io l’ho visto il duomo di palermo. Sembra fatto di sabbia. Sembra un pezzo dell’alambra di granada. Peccato i cioppi funerali.….quello di carlo alberto dalla chiesa….

“…se cerchi un responsabile di un omicidio devi guardare chi ha mandato la prima corona di fiori”

(rocco a giovanni guardando salvo in prima fila)*

(*chinnici a falcone…lima)

“oggi Palermo è Sagunto, perché Roma ci ha abbandonato e siamo inermi nelle mani degli assassini”

(cardinale Pappalardo, stesso giorno, stessa bara)

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Falcone: “Buscetta, perché lei ha voluto proprio me per le sue confessioni?

Buscetta: “perché lei giudice lavora come un mulo, è leale come un cane, acuto come un gatto e ha il rispetto di cosa nostra. Molto più che dei suoi colleghi

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“forse la magistratura ha più colpa di tutti gli altri. Giovanni ha cominciato a morire quando il CSM ha preferito Meli a lui”

(Paolo borsellino due mesi prima di essere ucciso assieme a 5 guardie del corpo)

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"l'aborto uccide molto più della mafia. non sarà meglio costruire qualcosa di buono invece di scagliarsi contro i cattivi?"

(durante il maxiprocesso un vescovo)

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Totò Riina ha vissuto nelle vicinanze di palermo la sua intera latitanza, dal 1969 al 1993, 24 anni. Si è sposato, ha avuto 4 figli tutti nella stessa clinica dove la moglie, ninetta bagarella, si è registrata sempre con il proprio nome. Nessuno lo ha mai disturbato. Nulla saccio.

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categoria:mafia
lunedì, 26 novembre 2007

il fecaloma in visita 3 ha bisogno di una sturata manuale

(E.R.)

PS silvio ci pensi tu?

Dal vangelo ippògrifo secondo schifani…a quel tempo era un bambino e già faceva la cacca. In verità in verità vi dico, ovvio che da grande diventasse uno stronzo

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“zi totò, dicono che rocco chinnici gira con la maccina blindata”

….”e allora? la macchina blindata è soltanto una bara chiù costosa delle altre”

(toto riina)

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Esprimi un pensiero etico.

“speriamo che al funerale ci sia della gnocca. Etica.”

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categoria:cazzeggio
giovedì, 22 novembre 2007

Io sono di questo avviso.

Non sarebbe potuto accadere, ma nel caso in cui una grande democrazia europea si fosse trovata nelle nostre condizioni (cantanti di barche, emotrasfusi pulisettantenni, collezionisti di figurine panini al potere) credo che una soluzione per far avanzare la politica sarebbe presto arrivata. Un estremo rimedio avrebbe soccorso il paese con una “qualità civile” mobilitata e scesa in campo a dettare ritmi e modalità della ricomposizione sociale. Non si sarebbero mossi disordinatamente e senza concretezza oltre il reclamo registi o comici. Si sarebbero allertati sovrintendenti, dirigenti pubblici, artisti, pittori, politologi e sociologi, scrittori e giornalisti, professori universitari, sindacalisti e personalità di prestigio e chiara fama, Sarebbe stata l’ intellighentia del paese – che contribuisce appunto a rendere solida una una grande democrazia – ad innovare organismi e forme di partecipazione nuove per ricondurre alla normalità il processo democratico.

Ciò che fa l’Italia decadente non è la mediocrità dei processi e dei “processati” politici e del loro disservizio al paese. Ciò che alimenta il diaframma fra il nostro paese (che non sa neppure gestire il merito della moratoria sulla pena di morte) e il resto d’europa è l’arretramento degli avamposti. Che la parte più avanzata del paese si sia già arresa di fronte al rischio di sconfitta, consolata nel privato, rassegnata al professionismo marginale, che abbia abdicato alla propria funzione laico-borghese (nell’accezione scalfariana) di sprone civile, di rinascita dopo un tramonto che non ha ancora fine. Perché serpeggia la certezza che ormai il sistema politico, dalla più capillare periferia al trono, sia in grado di rifiutare ed espellere ogni frammento estraneo e non funzionale alla casta. La ricetta? Dai tentativi più morbidi senza sponsor al reset grillino non esiste un unico percorso per restituire dignità e funzionalità democratica al paese. Ma ogni possibile soluzione passa per l’aggregazione di forze nuove, estraneee ai perniciosi vecchi schemi, che abbiano come slogan mentali i care people, i like democracy, salvare la normalità delle cose.

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categoria:politica, riflessioni, iolavedocosì, questopaese
mercoledì, 21 novembre 2007

Ho visto cose che voi umani….

C’ha raggione crozza, temo: te prego omo venuto dal basso, quando arivi a 55 mijoni de firme, fèrmate! E va da uno bravo eh. C’ha raggione crozza! Non sono più sicuro di cosa sono sicuro. I savojardi imbevuti di morchia vojono fa il tirami su co 260 mijoni di risarcimento…per la lontananza forzosa. E noi? Che in questitalia qua in esilio ci siamo restati? Quanto dovemo chiède? Phillybert? Ma chiudiamolo in esilio 5 minuti in una reggia de rom co Bonanni, le cui mani scavano come pale e conosce 4 aggettivi. Tutti prossimi al turpiloquio. Lui è venuto dal basso, tensegna la strada. Evacuare il paese, è il concetto.

Ho visto daniela presti.digi.-rigitazione stare davanti a floris e nessuno avvisarla che la parrucchiera aveva tolto il casco. Ho visto la melandri aprire bocca senza pasticcini e sperare che per un colpo di culo uscisse un pensiero. Ho visto…

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categoria:politica, poverinoi, questopaese, inorridisco
lunedì, 19 novembre 2007

I soliti ignoti (neuroni)

Pater: (guidando) hai visto…li..il cartello…via G.B. Pergolesi

filia: ehhhh?

li, a destra…ti ricordi come si chiamava? G.B…?

scccleurchhh zzzzzpattt (toglie l’ipod dal padiglione) t’’èèèè rrrivvato un mmcciagggio.. ehhhh? Ma chii??? Ahhhh boh Giovanni Barbaro?

Ma dai! GianBattista…

Cioè giovanni battista faceva pergolesi de cognome ? ma nse mai saputo!

Mannò quello, il musicista

Musicista? Ecchè strumenti c’erano al tempo de gesù

 

PS ‘sto sfintere privo di controllo, sta pantegana calva già c’ha fregato due fra le più parole che passione e ferocia affamano…italia e forza. ‘Mo sce vole …là pure i due vocaboli più emotivamente storici libertà e popolo. Ma lo volemo derattizzà sto pAese. Qualcuno tiri l’acqua e famola fenìda.

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categoria:figli
martedì, 13 novembre 2007

Una risata vi seppellirà. Nel frattempo so cazzi

Cakkius, iniziano i mondiali di domino! Toccherà prende qualche giorno de ferie. Ma pure musciaraf ha perso la testa. Ammesso l’abbia mia avuta. Sembra amato e la melandri messi insieme. ha sospeso il campionato pakistano, laore contro raualpindi e messo di nuovo agli arresti benazira (che fo la butto?) Il noto cascmir padano ha un’idea del sistema giudiziario a metà fra calderoli e la russa. A proposito, quest’ultimo, padre di geronimo, ha dichiarato: “Noi non abbiamo chiesto le dimissioni del ministro. Volevamo le facesse da solo”. Perla che compete co tantra-nantra bella uscita: “qualunque che sia il giudizio noi proporremo appello” (avvocato del pakistano che ha massacrato la figlia). Prossima mossa: invasione di turisti charter a fiumicino con le bandierine del capocomitiva al posto delle sciarpe, tombini lanciati come frisbi a coprire buche pista e sospensione del campionato alitalia. Slogan: ma il cielo è sempre più bleu. Controllori di volo assediati nell’ang-har saudita (denominato har-hem). Il mondo sarà salvato dalle donne. Super-stiti. Tutto ciò è allegoricamente rappresentato dalla tenco-performance del sirc de solèie, dal titolo delirium: un bicchiere d’acqua affoga 3 nani: il governo va sotto al senato sulla fin. E l’ignoranza de sti ragazzi a scola? Domanda del ticiar: dimmi la capitale del vietnam. Risposta dell’aspirante bamboccione: arezzo.L’aveva sentito dire, la pora creatura in mano al cooperative learning (il compagno: scemo, è perugia). Domani il recupero alla terza ora: dopo artistica, cosche. Le uicc so letteratura d’avanguardia a confronto. Papà quali sono i mali della scuola? Mi veniva: che devi giustificarti se non ci vai. “vivere altrimenti per vivere meglio”. serge latouche.

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categoria:cazzeggio, ironia, informazione, linguaggio, questopaese, inorridisco
lunedì, 12 novembre 2007

Il futuro è solo un passato che puoi cambiare. Il passato invece è…

Ricordo le 40 lire della domenica mattina. 25 erano per il ghiacciolo, 15 per il rotolo di liquirizia mangiato dentro il piccolo cinema della nuovissima parrocchia don bosco. O meglio di nuovo c’era la chiesa. Vetrata scura e mattoni rossi. Non avrebbe potuto essere diversa. Immensa. Ottimista per capienza. Poi c’era un’altra cosa.

Era come una voce, un richiamo.

La voce parlava una lingua che non conoscevo, ma il richiamo era più semplice. Lo capivo. Era un odore, un colore, un sapore, un colletto di grembiule, erano cose che si potevano toccare e capire. Erano quelle unghie strette sempre più a posto delle mie, il richiamo diceva anche… sei misero, per esserlo di meno cerca e guarda, guarda e prova, trova e assaggia, e sarai meno misero. La voce diceva: stalle vicino, guardala, osserva quello che fa, non vedi come sorride? Ti sembra forse un sorriso normale, comune, già visto? E allora guardala, osserva….

Io non sapevo esattamente perché, però guardavo quelle dita, quelle guance spesso rosse, quegli occhietti pronti a saltare schizzando in più direzioni, governati a dovere, oppure a fermarsi dritti nei miei, mentre io già dicevo “lo so lo so”, perché mi avevano appena indicato che “ io sono un po’ più avanti”

E quella voce in una lingua che ancora non capivo e mi faceva fare cose strane, come cercare differenze che non hai mai visto. Questo è diverso, questa cosa è unica, quella cosa non si trova da nessun’altra parte. Io la vedevo la differenza, ma non la capivo. C’era e basta.

Ma insomma…perché faccio questo? La voce rispondeva fallo e basta.

Io non la guardavo come le altre ragazze. Le sue tette erano nelle mani, le sue tette erano negli occhi, non erano al loro posto come in tutte le altre ragazze.

Non ero più un palo. Le cose intorno avevano cominciato a muoversi. Ero forse salito sul carro e il carro aveva preso a muoversi. così avevo potuto vederla. Prima ero fermo. Ecco un’altra differenza. E tutto diventa più difficile se ci sono troppe differenze. Fatica a guardare se sei visto, fatica a parlare se oltre le parole c’è lei. Nessun’altra ragazza ti sarebbe piaciuta se avesse portato i capelli corti. E allora perché?

E in mezzo c’è stato il tempo. In mezzo c’è guerra e pace, un vortice di errori utili, di palpitazioni brevi, qualche discesa libera, un giro in giostra e tanto volume. Fino a rendersi conto che in effetti oggi vorresti essere un po’ meno volume e ricordarti meglio perché sei sceso dalla giostra o almeno con quale piede. E il bello è che se ti sforzi te lo ricordi, ti ricordi tutto, per cui è bene ricordare, quando non ci si sforza, che in fondo forse sei meglio di come credi. E che il peggio che sei serve proprio per mostrarti la differenza. O dove hai lasciato il meglio. E dove lo hai ritrovato. non esattamente intatto. Ma con la stessa radice che hai visto nascere. Tutto ricomincia dalla musica, le parole dell’amore. Quelle parole che non ho mai detto.

Adesso che ci penso, ricordo che quando qualcuno me lo chiedeva dicevo che “venivo da bologna”, non che ero di qui ed ero stato via un po’ di tempo. Sarò sempre uno che viene da bologna. E non solo perché sono andato, venuto, tornato..Ma perché in quel luogo tutto è iniziato. Li Ho cominciato a crescere e il mondo a cominciato a farmi domande. Forse non si può decidere come nascere e come morire, ma fra quelle due date si può decidere come e cosa ricordare. E soprattutto a chi rendere grazie. Io saluto e riverisco il caso. Ho avuto una vita complicata e ne sono responsabile. Mi sono mosso molto, agitato, nuotando spesso in un bicchiere. e sono qui, ora.

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categoria:amore, sentimenti, memorie, passato, ledonne
venerdì, 09 novembre 2007

Il capo dei capi…Te l’ho raccontata giusta figlia mia, oggi che hai quindici anni?

Scrivevo nel 1992, nelle colonne di un giornale locale….

“Il giudice Giovanni Falcone ha smesso di vivere da poche ore. La Tv di Stato affranta raccoglie il suo dolore in una edizione speciale del "telegiornale Uno" per mandare le prime immagini della Palermo-Trapani, fatta e distrutta dalla mafia. Pochi minuti. Il redattore della sede Rai di Palermo propone la messa in onda di una breve testimonianza del politico che, già a bordo dello stesso aereo di Falcone (Roma-Palermo), aveva seguito a (debita) distanza la scorta blindata del giudice. Non c'è tempo. La Buttiglione giustifica a fatica l'interruzione dell'estremamente intelligente e socialmente indispensabile programma "Scommettiamo". La Linea va restituita con le debite scuse per l'accidente procurato. Poi tre minuti di pubblicità, spot che non erano in programma. Scandalizzarsi perchè anche la tragedia di stato fa audience e vale la pena lucrarci ? Figuriamoci. Il signor Frizzi riprende la linea per illustrare la scommessa successiva, lui che ha perso il suocero (il generale Dalla Chiesa) nella medesima guerra, e l'Italia torna a misurare la propria intelligenza fra fiaschi di vino illesi da mazzate e tir che si cimentano su percorsi proibitivi. Eccoli i veri eroi di qs. paese, autisti provetti, mazzolatori incalliti, la loro pubblicità e i loro fans. Il mio distorto senso dello Stato vorrebbe uscire di scena, amareggiato da una recitazione così cialtrona. Mi sarei atteso, almeno dalla Tv di Stato, quella che si professa non commerciale, uno straccio di dibattito con i direttori di testata, con i responsabili dei quotidiani, un allestimento magari approssimativo, ma tentato con la volontà di chi sa ancora attribuire il giusto peso alle cose. Ma Falcone e la mafia possono attendere, in quanto l'uno cadavere, l'altra immortale. Non può attendere tutto il resto: lo sponsor, il pubblico, gli ospiti, il giochino. A mio figlia che arriverà fra pochi mesi racconterò che Giovanni Falcone, giudice in prima linea nella lotta contro la mafia è morto ammazzato, ucciso da una raffica di dadini Star.”

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categoria:mafia, memorie, informazione, iolavedocosì
martedì, 06 novembre 2007

Ciao enzo.

“a forza di dire la verità prima o poi si viene scoperti” (O.wilde)

Di verità ne esistono almeno tre. Quella dei fatti, quella giudiziaria, quella mediatica.

La prima è pressochè inconoscibile, dal momento che viene “riclassificata” al solo essere osservata e raccontata. La verità giudiziaria è frutto di compromesso, poiché spesso il fine (accertamento dei fatti) è condizionato dall’applicazione di una sanzione, dunque da fattori umani (brillanti avvocati, giurie emotive), ambientali e mediatici. La terza verità è quella che resta. Spesso a questa attribuiamo meno autorevolezza ma è di essa che ci cibiamo, è questa che ci educa. Rischio aviaria e mucca pazza ma pollo mangiamo.

La cultura e l’etica di un popolo si misurano dunque, nel bene e nel male, dalla qualità della sua civiltà mediatica.

Per alcuni anni ho fatto “il giornalista” nel mio piccolo. È stato un periodo denso di avvenimenti personali, un momento in cui scrivevo molto e leggevo poco, prendevo ordini, scendevo a compromessi…poi sono guarito. A volte dirigevo il traffico dei miei valori, e per quanto possibile davo loro voce (questo solo quando ho avuto un “giornale mio”.)

Un giorno un mio amico perse la vita in vespa abbracciando un tir. Sei suo amico, dissero al giornale, fatti dare la foto dalla madre. Neppure risposi. Non scrissi una riga. Lo fecero altri. Ci sono sempre altri. Un ragazzo che conoscevo non c’era più, un camionista ubriaco imputato di omicidio colposo, centauro falciato sulla variante (con foto che qualche volpe trovò, altri). Ecco le tre verità. A queste se ne aggiunge un’altra. La verità nascosta. Sono gli oppositori al non detto che sottovoce infilano nei rivoli di piombo le parole che servono, l’alito del senso delle cose. La Verità. La nostra verità è frugare fra quella rara sintassi.

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categoria:etica, media, comunicazione, informazione, giornali
venerdì, 02 novembre 2007
Non saremo mai preparati

Non è risolutivo polemizzare ora, con…si accorgono adesso delle baracche, dei rumeni, dell’allarme sicurezza. Sono altre le considerazioni da fare. Inasprire le pene? Ma se non hanno neanche il software per redigere un foglio di via! Prodi parlava come un chierico di fronte ad una marachella d’un discolo: faremo, educheremo, agiremo. ‘Sta gente è buona per battere qualcuno alle elezioni ma non ha l’autorevolezza per governare un paese. È buona per giocare contro, sconfiggere, illudere, ma non ha i numeri, i giovani e le palle per assumersi una responsabilità, prendere una decisione in una qualsiasi direzione.

I numeri indicano che i reati commessi da stranieri in italia sono lo 0,o3 % del totale. Eppure, a parità di reato, la copertura mediatica è eccezionale verso il foreign shock event. Sono molte ormai le persone che esprimono il desiderio estremo: fuori tutti dai coglioni. Ma non credo sia la maggioranza. O quantomeno la spropositata copertura mediatica non è diretta a chi ha già questa inequivocabile opinione. Il boom visivo è rivolto alla maggioranza silente e passiva, disorientata e intimorita. Lo scopo è alimentare la paura, in modo che chiunque possa accettare di buon grado qualunque provvedimento sotto il sequestro del panico.

Noi italiani siamo geneticamente estranei alla razionale gestione dei fenomeni sociali nuovi, alle forme organizzative che concedano il giusto peso al diritto laico. Figuriamoci, sono 2000 anni che sacra romana chiesa e stato pontificio prima, città del vaticano e patti lateranensi poi ci massacrano le gonadi e non siamo ancora riusciti a dimensionare il fenomeno per ciò che merita: un coleottero adulto con il colon infiammato dovrebbe meritare più spazio mediatico in un paese dignitoso.

In germania ci sono 8 ml di stranieri (1 ml. di irregolari), in spagna 5 (ci fregano anche qui gli iberici), in GB poco più che da noi, 3,5 ml., ma molto concentrati a Londra, come succede con la francia per parigi. E che, in germania, francia, gb, non hanno problemi con gli stranieri? Certo che li hanno (le banlieu in fiamme?). Però non devono fare l’indulto per ritrovarsi dopo sei mesi le carceri nuovamente stracolme di extracomunitari per circostanze che nei loro paesi neppure sarebbero reati. Non hanno la cultura dello spreco delle risorse per cui da noi abbiamo una decina di istituti terminati pronti ma non ancora attivi e funzionanti.

La realtà è che il controllo sociale avviene attraverso la confusione. Confusione fra storia e cronaca ad esempio. La cronaca è ciò che accade adesso, una materia prima che viene mostrata con le lacune proprie di una bozza. La storia è la ragione, è il senno di poi, è il nesso degli eventi, il consuntivo dell’azione umana. Allora quando fra ventanni leggeremo la storia dei nostri giorni forse sapremo di un paese analfabeta socialmente, in mano per metà al crimine organizzato e per l‘altra metà alle lobby finanziarie. Un paese in piena crisi demografica, energetica, etnica e ambientale, un paese dominato dalla disuguaglianza e dalla rassegnazione, dalle truffe finanziarie, dagli istituti di credito, da 4 famiglie industriali e dal nepotismo politico ed economico. E allora diremo..ma come? Dov’è Vermicino, il delitto del catamarano, erika e chiatti, il piccolo simone, cogne, i rumeni, i politici che vanno a puttane e coca, i portavoce che vanno a trans e coca, il gossip? La cronaca è l’anestesia che ci somministrano per non conoscere la nostra storia. E intanto crolla un pezzo delle mura aureliane (che proteggevano la città eterna dai barbari!) , a due passi dalla caritas e dall’ennesima geograficamente ignota baraccopoli: la realtà è più cinica della ns. insipienza.