London post-it/3
Le ragazze della catena orientale Waga-mama, ristorazione new age, son pagate per avere pazienza; servire ai tavoli è un’attività accessoria. E con gli italiani fanno un po’ di straordinario in terapia. “sendi mbò wuman, tell me zet zis is not more piccant than indian fud” …quaiat italian (old man), here is all ok. A beh alora!
Le ragazze consigliano cose semplici. Sanno che vogliamo mangiare e poterlo raccontare. C’è chi giura che un cameriere era sardo. Quindi assai ben mimetizzato.
in questi locali la cucina è sempre a vista, vedi ogni cosa e pensi, wow trasparenza e genuinità, …in realtà per loro è affilare le armi davanti alla tua faccia. Dalla vetrina hai visto comporre il tuo piatto-mortaio in diretta e ora cala davanti a te con un sorriso. L’ultimo. Ci son rami di pasta che sembra fritta con una miriade di…non so bene come definirli, ortaggi forse, speriamo, picca moderatamente ed è già un sollievo. Non ci saranno vittime e caduti stavolta. Cena incruenta. Financo qualcosa che assomiglia al pollo, mangiabile se eviti le salsine-bazuka. E brava uagamama che ci lasci incolumi. Di fronte a me un personaggio mitico, maschio occidentale sui 65 che mi fa assaggiare i fili di pasta immersi in una broda rancione. Piccano da bestia. I soli spaghetti. Figuriamoci la broda. Lui se la ingoia a caldo soddisfatto mentre si autoasfalta l’esofago. Certo mancava un po’ di mostarda, per fare le righe della corsia di emergenza.
Comunque nel museo della villa di windsor di elton john non ci starebbe male una istantanea de sti 24 stropicciati anconetani che digeriscono sia waga che mama passeggiando per notting hill allo stato brado.
Non riuscirei a coniugare vie e luoghi calpestati. Di certo so che siamo stati a soho, al circo piccadilly, a covent garden, che non è il giardino del convento ma un luogo che assomiglia all’oktober fest, ad oxford strit che però è larga 30 metri, alla tate gallery, ove è esposto di tutto fuorche haimè le teit, il millennium bridge, che non è una lunga partita a carte, i doks, in apparenza un gruppo rock che si esibisce sulle vecchie banchine del tamigi, tortora-street nei pressi di portobello-road e ken-sinton garden, il giardino del marito di barbie, a Barbican (coperta d’edera)e stramigiati sui prati di Dr. Jeckill park.
Quello che ho capito: tottenham court non ha nulla a che fare con la Roma; la toponomastica spesso è semplice, angel square sta tra heaven road e paradise corner e la national portraits gallery tra falgar square e i grand buildings.
i quesiti irrisolti: chi è sto mister west che alloggia in cattedrale? E se a baker street so tutti fornai a shit-down road che fanno? E Celsi è il passato remoto di quale verbo?
Non ci è dato sapere se alle orecchie della regina o di tony il bler sia giunta notizia della nostra visita. Di certo al numero 10 di daunin strit e a bachingam palas non è passata inosservata questa mandria che sputava fuoco dalle labbra inneggiava all’euro contro la shit sterlina, e soprattutto teneva la destra come un inferocito manipolo di camionisti greci ubriachi. Ora che ci penso: la scritta a terra sulle strisce pedestrians “look right” forse non vuol dire guarda bene, ma guarda a destra. L’emisfero dell’emigrante è miga vuoto!


