mercoledì, 31 gennaio 2007

Si victura petis carmina, da quod amem

Se vuoi versi immortali, dammi da amare (Marziale)

 

FRASARIO DELL’ORRIDO

F come Facciamo a metà?

L come  Lo compriamo insieme?

 

Lei: io sto bene qui da te, con te, al caldo, sotto…

Lui: Anch’io sto bene qui da me. Poi da solo sapessi...

 

Kaver nicolò e i tre gloditi (siamo visti così oh femmine?)

Il maschio ha un sistema binario. Si-no, pos-neg, acc-spent. Come diceva Luttazzi due sono le posizioni: o è arrapato o è affamato, per cui se non ha un’erezione fagli un toast.  Inoltre il maschio ha una membrana di sensibilità di 4 decibel. Lei riceve un sms. Quindi LUI sente senza accusare lo sforzo.

“senti cucciola, entrambi siamo abbonati all’agenzia di informazione by sms cellulare, ma io non ho ricevuto niente, allora?”

Allora di al terzo glodita almeno di firmarsi Ansa.

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categoria:ironia, vitaindue
martedì, 30 gennaio 2007

Sono incazzato come una pantera

(filologia di filippa de amicis)

 

Ora, non dico che è da tutti ritrovarsi a quarant’anni con una figlia di dieci senza sua madre, che poi era tua moglie, rimboccarsi le maniche, fare quello che c’è da fare ovvero il meglio che puoi e imparare da questo “meglio che puoi”. Ma per carità, non sono il metro di tutte le cose. Ci sarà chi conduce un’esistenza più complicata della mia e chi più semplice. Però ti dai da fare…tieni tua figlia nel palmo della mano, accetti con coraggio che pian piano scivoli dal palmo al mondo con la protezione del tuo sguardo e cerchi di trasmetterle le coordinate del tuo punto di osservazione: come vedi la gente, il mondo, le spieghi cos’è il pizzo, dove sta il caucaso (ma dove cazzo sta ‘sto caucaso, che siamo bianchi caucasici!) studi con lei il cubo del binomio, Lagrange, il tasso medio di fertilità, jack frusciante, wallace and gromit, le insegni -senza saperlo- che le mestruazioni non sono la fase terminale del pianeta, e come i desideri nascano dalla conoscenza e la conoscenza dalla curiosità, che se non conosci non desideri, che è importante tanto l’entità (conoscersi) quanto l’identità (il piacere di essere riconosciuto) che basta vedere il sole per sorridere della magia e salutare il dono….facendo tutte queste cose vai al tuo job, perché devi pure lavorare. Poi torni e la trovi seduta a guardare un programma in tv

 

“…e per poco non sono la sua rrrraggaza..che tu all’esterna mi diresti che non l’avevo con il tuo rrragggazo, che c’era Pperrla come è il nome,…se io vorrei stare sul trono sei tu che vorrei starci…allora che io ero io la stronza? Che mentre a te ti truccavi le unghie dei piedi stavi con le mani delle braccia a fissare a quell’altra e adesso qui fate tutte le pulite dalle gambe ai piedi?”…

 

capisco che costa poco il nulla a questi…ma a noialtri quanto costa questa lobotomia strisciante dove quattro neuroni frazionati in una dozzina di cetacei decerebrati ben vestiti da umani offrono un’illusione della specie che in 4 minuti sputtana anni di sudore creativo materno e paterno ?

Non sarà il caso di metter su una struttura legale che si occupi del risarcimento per danni biologici? Non è un chiaro esempio di eutanasia legalizzata del cervello?

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PS mia figlia ha me, ma ‘sta gente avrà qualcuno che la cura mentre si trucca le unghie dei piedi?

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categoria:opinioni, tv education
lunedì, 29 gennaio 2007

Dilemmi

 

Metà delle cose che si leggono nei blog riguardano l’amore. Contrastato, odiato e maledetto, vagheggiato e sperato o atteso, attraverso scritti racconti poesie o presunte tali. Insomma la metà. La metà riguarda altre cose, le più diverse. E potrei dire, con una leggera forzatura, che sempre di amore anche li comunque si tratta, perché è amore verso gli altri, verso la natura, la cultura, verso i propri pensieri da comunicare e il proprio sentire. Insomma ad andar male ‘sta cosa si becca il 50% di noi e del nostro lavorio chimico di neuroni. Eppure nella realtà l’amore tra due persone è una…circostanza a dir poco improbabile e nella maggioranza dei casi si nutre spesso di una traiettoria sua. Inizia, si consuma/fruisce, termina. Non voglio banalizzare ma qualunque sentimento potente e feroce (escluso forse quello per i figli) RISPONDE a queste leggi naturali. Eppure continuiamo a scrivere e sottoscrivere attese, vagheggiare sapori umori endorfine chimica e irrazionalità. Allora non sarà che siamo innamorati solo dell’idea dell’amore, o di come ci fa sentire ed essere quel particolare stato di grazia limitato nel tempo che in terapia si chiama innamoramento?

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categoria:amore, riflessioni, vita, sentimenti, noi
domenica, 28 gennaio 2007

Rovistando nel passato assente sparso nel presente ho recuperato alcuni testi di canzoni (e relative cassette incise col quattropiste) che scrivevo a vent’anni. Ovviamente autobiografici, almeno credo. Parliamo del pleistocene. Mah! Cosa avrò voluto dire

 

Phard (credo)

 

Con le mani ingiallite -per due povere carte

miravo alla fronte - dei tuoi riccioli nel bar

con quell’aria un pò assorta - di chi impazzisce un pò alla volta

mi facevo cullare da quell’armonia e pensare…

che quell’ottimo fiuto che hai pescato nella grigia Irlanda

forse è solo un pò di spavento unito all’alito di una colomba

 

camionisti che frullano tra copertoni e tabacco nero, è vero

qualche libro un po’ strano mi parla, Milano fuori di mano

quando ho chiesto a quell’uomo se per caso andava verso piazza Duomo

ho sentito un rumore che veniva dal tuo cuore

 

Le radici della tua terra al cielo sconsacrata, dalle pendici del tuo cammino a me come ci sei arrivata?

Ti potevo cantare nelle favole del west

pulendo facce assonnate colorate da un pò di phard

con due faretti neri puntati all’ombra al ciglio della strada

tu potrai raccontare in giro che hai vissuto un po’, per male che vada

 

Con le mani nell’atrio di un palazzo di vetro

ti ho chiesto cercami e corri dietro all’anima del sud

rocce bianche di mare, polvere in faccia, un po’ di raffreddore

coreografie di sapori forti come neve nei piccoli porti

 

Quegli occhi marroni calpestati in Ellade a Corinto li porti addosso solo come fame di dolore pianto e visto

 

Ti volevo cantare nelle favole del west

pulendo facce assonnate colorate da un po’ di phard

nell’hunger della tua vita riponi i corpi delle marionette

i fili portano male, portàno male, tienimi le mani strette

compri un vestito per la bimba con le guance rosse come sarah kay

tu potrai raccontare che hai vissuto un po’ per male che vada.

 

Con le mani ingiallite -per due povere carte

miravo alla fronte - dei tuoi riccioli nel bar

con quell’aria un pò assorta - di chi impazzisce un pò alla volta

mi facevo cullare da quell’armonia e pensare…

Quegli occhi marroni calpestati in Ellade a Corinto li porti addosso solo come fame di dolore pianto e visto

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categoria:pensieri, canzoni
sabato, 27 gennaio 2007

In coppia è meglio?

Coincidenze paradisiache

Una coppia decise di passare le ferie in una spiaggia dei Caraibi, nello stesso hotel dove passarono la luna-di-miele 20 anni prima. Ma, per problemi di lavoro, la moglie non poteva viaggiare con il marito, l'avrebbe raggiunto alcuni giorni dopo. Quando l 'uomo arrivò andò nella camera dell 'hotel e vide che c 'era un computer con l'accesso a internet, decise di inviare una e-mail a sua moglie, ma sbagliò una lettera dell'account e, senza accorgersi, la mandò ad un altro indirizzo... L' e-mail fu ricevuta da una vedova che stava rientrando dal funerale di  suo marito e decise di vedere i messaggi ricevuti. Suo figlio entrando in casa poco dopo vide sua madre svenuta davanti al computer e nel video vide la e-mail che lei stava leggendo:

Cara sposa: Sono arrivato bene. Probabilmente ti sorprenderai di ricevere mie notizie per e-mail, ma adesso anche quì hanno il computer ed è possibile mandare messaggi alle persone care. Appena arrivato mi sono assicurato che sia tutto pronto per te che arriverai venerdì prossimo. Ho molto desiderio di rivederti e spero che il tuo viaggio sia tranquillo come lo è stato il mio.

PS: Non portare molti vestiti, perchè qui fa un caldo infernale della madonna, ok? "

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fate femmine!

 

Una coppia sta festeggiando le nozze d'argento e contemporaneamente anche i 60 anni di vita. Durante la festa appare una fata che dice alla coppia: "come premio per i 25 anni di fedeltà vi concedo un desiderio a testa". La moglie entusiasta esclama "voglio fare un viaggio attorno al mondo con mio marito" . Subito dopo la fata, dato un tocco con la bacchetta magica, fa apparire i biglietti aerei e i voucher per gli alberghi.

Il marito ci pensa un attimo poi rivolto alla moglie: "questa situazione è molto romantica, ma questa chance c'è solo una volta nella vita, quindi scusami cara, ma il mio desiderio è questo: avere una moglie di 30 anni più giovane".

La moglie rimane scioccata, ma un desiderio e' un desiderio, e quindi La fata lo accontenta: dà un colpo di bacchetta e zac! L'uomo diventa un novantenne!

MORALE: gli uomini sono bastardi, ma le fate sono femmine

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categoria:ironia, vitaindue
venerdì, 26 gennaio 2007

Ricevo la seguente e-mail…come maschietto non mi ritrovo…però ne riporto alcune perché sono godibili.

 

 

“Le regole degli Uomini”

 

E’ risaputo che l’universo femminile ha regole ferree ed inappellabili….Questo manifesto è un atto di ribellione di noi Uomini ed una guida per le nostre donne.

 

1

Le tette sono fatte per essere guardate ed è per questo che lo facciamo. Non c'è modo di modificare questo comportamento.

 

5

Piangere è un ricatto

 

6

Se volete qualcosa, chiedetelo. Cerchiamo di essere chiari:

"Sottili" sottintesi non funzionano.

"Forti" sottintesi non funzionano.

"Ovvi" sottintesi non funzionano.

Semplicemente DITELO!

 

7

"Sì" e "No" sono risposte perfettamente adeguate a praticamente tutte le domande.

 

8

Sottoponeteci un problema solo se vi serve aiuto per risolverlo. Serviamo a questo. Per la solidarietà ci sono le vostre amiche

 

9

Un mal di testa che dura da 17 mesi è un problema. Fatevi vedere da un medico.

 

10

Qualunque cosa abbiamo detto 6 mesi fa non è utilizzabile in una discussione. Più precisamente: il valore di qualunque affermazione scade dopo 7 giorni.

 

11

Se pensate di essere grasse, probabilmente lo siete. Non chiedetecelo!

 

12

Se qualcosa che abbiamo detto può essere interpretata in due modi e uno dei due vi fa arrabbiare o vi rende tristi, intendevamo l'altro

 

13

Potete chiederci di "fare qualcosa" o dirci "come volete che sia fatta". Non tutte e due le cose contemporaneamente. Se poi sapete il modo migliore per farla, potete benissimo farvela da sole.

 

14

Quando possibile, parlate durante la pubblicità.

 

15

Cristoforo Colombo non aveva bisogno di qualcuno che gli indicasse la rotta. Noi nemmeno….

 

16

TUTTI gli uomini vedono in 16 colori, come le impostazioni base di Windows.

"Pesca", per esempio, è un frutto, non un colore. 

Anche "melone" è un frutto.

"Malva" non abbiamo la più pallida idea di cosa sia.

 

18

Se chiediamo cosa c'è che non va e voi rispondete "niente", ci comporteremo esattamente come se non ci fosse nulla che non va. Sappiamo perfettamente che state mentendo, ma così ci risparmiamo un sacco di fastidi.

 

19

Se ponete una domanda a cui non volete una risposta…..aspettatevi una risposta che non volevate sentire.

 

20

Quando dobbiamo andare da qualche parte, tutto quello che indossate è bellissimo. Davvero! E  i vestiti che avete sono più che sufficienti….Le scarpe, invece, sono troppe.

 

24

Noi siamo perfettamente in forma: "tondo" è una forma

 

Grazie per aver letto queste regole. Sì, lo so, stanotte dormirò sul divano. Ma a noi uomini non importa: è un po' come andare al campeggio...Mandate questo messaggio a quanti più uomini potete per fargli fare quattro risate. Mandate questo messaggio a quante più donne potete per... educarle!

 

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categoria:pensieri, ironia, noi , vitaindue
mercoledì, 24 gennaio 2007

Un approccio laico, come cristo comanda

 

Prendo a prestito alcune righe da un post di fakerubbergirl

 

Con l'espressione Teorema di Thomas si indica il seguente enunciato: Se gli uomini definiscono reali certe situazioni, esse saranno reali nelle loro conseguenze, coniato nel 1928 dal sociologo americano William Thomas….voleva esplicitare la capacità dei gruppi di "rendere reali" le situazioni sociali che reputano tali mediante un comportamento che si adegui a quelle situazioni. (…) Un buon esempio di situazioni che gli uomini "definiscono reali" viene riportato dallo stesso William Thomas. In un Paese è in corso una guerra civile tra due etnie che si contendono il potere politico. La stessa guerra si riflette su una piccola isola di questo Stato. Un giorno la guerra finisce, ma non è possibile comunicare in tempi brevi la notizia alla piccola isola, dove dunque gli abitanti delle due etnie, ignorando la pace avvenuta, continueranno a combattersi tra di loro. In questo esempio gli uomini hanno "definito una situazione come reale", cioè si sono comportati come se la guerra non fosse ancora finita, ignorando la notizia, e di fatto hanno agito di conseguenza, cioè hanno continuato a combattere.

 

Questo ritardo nel riconoscere i cambiamenti, nell’assimilare ciò che il mondo ha modificato nelle leggi e nei costumi, è un paradosso del villaggio globale dove tutto sembra volare ovunque a velocità record. E’ uno dei problemi che in Italia è più pronunciato che altrove: i network del popolo (il diritto, i media la politica) faticano a considerare come processi compiuti realtà e fenomeni nuovi che sono sotto gli occhi di tutti. Ne sono un esempio i pacs, le droghe leggere, l’eutanasia e il testamento biologico, la bioetica…E ancora, dei blog i media si occupano poco eppure sono ormai milioni. Il media più diffuso e capillare (forse ancora per poco) la tv, ignora il web (pronto a soffiargli il primato, già accaduto per le fasce medio alte di reddito e cultura).

Un altro esempio è la dinamica fra i vertici della chiesa cattolica e la base dei praticanti. La secolarizzazione è un fatto compiuto. Contraccezione e rapporti prematrimoniali…prego qualche cattolico certificare di comportarsi come Cristo comanda. Aggiungiamo la crisi delle vocazioni, il laicismo, una ventata europea di diritto civile areligioso (segolene, zapatero) e abbiamo la misura non solo del già detto distacco, ma del panico che la perdita della funzione guida per i cattolici provoca nel vertice.

Fino a una decina d’anni fa era normale, anche per me, nel corso di una assemblea di qualunque genere alzarsi e dire – non sono d’accordo e ora vi spiego i miei argomenti - . E la gente stava a sentire le tue ragioni perché è una cosa normale in un dibattito ascoltare e formarsi un’idea. Oggi chi dissente è un rompiballe, uno che non si allinea, e così per una serie di ragioni, aggiornabile, il dibattito sociale nella sua sostanza è negato. (ne elenco alcune a mio parere)

-         la caduta delle ideologie senza che questo spazio fosse colmato da alternative spinte ideali ed etica dei valori

-         il controllo dei media da parte di gruppi industriali a carattere nepotista e familiare

-         una classe politica autoreferenziale (risponde a sè stessa, alle segreterie di partito, alle lobby forti)

-         l’assenza di leader carismatici e autorevoli di riferimento nell’ambito di quelli che un tempo erano definiti intellettuali.

Le cose stanno così secondo me. Non ho la più pallida idea di come uscirne. Forse l’inizio della fine del non-sense sarebbe cominciare a cercare persone e idee piuttosto che soldi?

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categoria:politica, opinioni
martedì, 23 gennaio 2007

Eminenssss!!

 

camillo è l’ultima volta che parlo di te. Ma ti prego, leggi questo post e dammi un segno. Sono disposto ad un faccia a faccia da floris o da vespa e io ci vengo gratis . credo di avere argomenti a sufficienza per restituirti con gli interessi l’orchite che hai provocato a tutti gli inquilini civili di questo paese in anni di onorata carriera di spaccacoglioni (scusami per “onorata”). D’ora in avanti propongo la campagna IGNORALO rivolta a tutte le persone di buona volontà…a liberarsi di questo laccio al collo del cervello. Propongo una morte civile senza eutanasia. Chiunque ha il diritto di parola. Ma solo l’italietta tollera una jhad vaticana che miracolosamente si impone sui media spintonando ogni voce laica. Luciana per cortesia fai un ultimo sforzo prima che ti oscurino. poi basta eh. per dirlo alla beppe grillo...ReSeT

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categoria:politica, vita
lunedì, 22 gennaio 2007

Siamo un popolo di burloni grazie a dio.

 

Sui muri:

“entrare d’agio. Stanno i bambini”

“se berlusconi è onesto ferrara è anoressico”

“la prostituta antonietta riprende il lavoro il 10 agosto. Per le urgenze rivolgersi a claretta corso garibaldi”

“scambio moto da pista con donna da strada”

 

Sulle magliette:

ho cambiato la macchina e la donna: una succhiava troppo l’altra troppo poco

vuoi un mondo più pulito? Scopa!

L’importante non è prendersela ma farsela dare

 

 

“...io?..chi sono?..e perchè dovrei saperlo scusa?”

 

E allora mi va di riportare una summa di “presentazioni” ai blog – lette qua e là - quelle righe che dovrebbero offrire un’idea del profilo della persona e/o del suo scopo qui. Si immagina che il mondo sia vario. Ora abbiamo le prove. Dovrebbe essere tutto fra virgolette. In nero i miei commenti di cui mi scuso fin da ora ma non ho saputo resistere:

 

“una volta sono stato definito dolce, profondo, saggio ma risoluto, forte ma gentile, porca puttana basta con gli insulti”.

Maschio adulto dominante. Incline alla crapula, agnosta, figlio di paragnosta, fotoreporter di pesca sportiva, gaddiano

Una persona che potrebbe, ma non si applica

Un reality blog game. 7 angeli e 7 diavoli si daranno battaglia! Alla fine ne resterà soltanto uno!

la corale francescana,dopo un periodo di due anni di ricerca di voci e assemblaggio, si costituisce ufficialmente, con un proprio direttivo (e qui termina il mio sbigottimento per un’attesa finalmente premiata)

sono quello che non faccio, sono quello che non dico, sono tutto ciò che credo di non essere:lo strano essere che vedono vivere (l’esistenzialismo ragazzi non è mica una cazzata)

Sebbene nacqui, non me ne pentii. Intuivo che uscito da li, sarebbe stata dura. Ma non avrei mai immaginato che sarebbe stata così dura. (l’alacre tendenza al soppravvivere è talvolta imbarazzante)

Nato e cresciuto a Wicklow in una famiglia borghese molto unita. Comincia a mostrare il suo potere sin da bambino quando venendo a contatto con cose... (vorrei poter essere il suo biografo per sapere la fine)

bella domanda: sapessi la risposta non sarei qui, non la direi a voi e se proprio dovessi renderla nota, me la farei estorcere dietro lauto pagamento. (non lo fo per soldi o piacer mio ma solo per piacere a dio!)

sono una che non sa quel che vuole. cinica e contraddittoria sempre alla ricerca di qualcosa.

Non potete definirmi. Rompo gli schemi,vivo il mio mondo. Scusatemi se non sono finta, se sono diventata vera. (noi ti scusiamo, ma mi ven quasi voglia di definirti!)

Scusatemi se non sono perfetta, se non ve la do, se non sono una diva. Scusatemi se so quello che voglio, se non sono una vergine, se non sono una puttana. (scusa se non ho capito, come si sta in mezzo al guado nel range fra vergine e puttana?)

come sono... perchè vi interessa? Pensate quello che volete..

I think I am just a dreamer. Like many else. And I like living in my own imaginary world. I understood it late. Now I just have to live as myself. (bologna) (per sentire un “cinno vuoi una cicless”, bisogna andare a londra?)

Sono colui che vaga nella notte e poi si perde. Sono colui per cui la quale, cicale cicale cicale. E la formica, che invece (purtroppo) non cicale mica. (una specie di hannibal the cannibal del coro dell’antoniano?)

Alessandro. Sto per laurearmi in Scienze Politiche. Scrivo in un'agenzia di stampa. Adoro gli aperitivi (il suo prossimo articolo: Eppi auar political correct)

Sono una bambolina di porcellana fragile fragile,un bruco che cerca di diventare una leggera e graziosa farfalla,una nomade che vaga in questo mondo senza una meta (una e trina?)

semplicemente Claus, simpatica canaglia. modesto tennista, mediocre calciatore, viandante, informatico, giornalista, aspirante grande giornalista. (una specie di modesto malvivente che fa l’hacker con una racchetta e lo scrive pure sul giornale?)

26 anni... e poi... e poi che? ma tu guarda che pretese (oh a certuni je rode pure prima di litigare con la madrelingua)

Sono sempre io. sum semper mi (lemma del latino di treviso)

“io sono fondamentalmenre, credo, un'isolata.. è eprò strana la sensazione, scrivere contro correte, tanto difficule da non curarsi piu della corrente. V. Woolf” (correggerla sarebbe un vilipendio grafico)

persona molto riservata, timida, lunatica, sognatrice e generosa. Sorella di Luca del sito lucapicchi.com (scusa ma lo potevi dire subito)

sasha è uno che alle volte è pieno di amore, e altre vuoto come il frigo di una zitella.

Sono un piccolo padawan che cerca di apprendere i segreti della Forza per diventare un giorno un vero e proprio Maestro Jedi (e quando lo diventerai aiuterai le zitelle a riempire il frigo?)

Ho cinque matrimoni alle spalle e tredici figli. Sono vedova di quattro mariti: il quinto, per gelosia, li ha uccisi tutti. Non sono qui per rimorchiare. (lo speriamo bene, così la finiamo eh co ‘sto olocausto)

Sono un sagittario (ascendente capricorno) pazzo pazzo e questo dovrebbe già dire molto sul mio conto. (in effetti direi più che esauriente, hai detto tutto in due segni!)

una persona normale, come tutti... penso..... con le sue miserie e le sue manie.... e se ti va di sapere qualcosa d'altro, chiama!! specialmente se sei una lei!!! Smackk (travestimenti smascherati? Cuccare per credere!)

Non so dire chi sono..purtroppo,o per fortuna.Ma posso dire di avere e soprattutto di crearmi un mucchio di problemi. (mi sembra che tu ora ne abbia uno in più)

Una fragile creatura indifesa che gioca a fare la stronza e la cattivona. (quando la fragilità è de coccio)

Non ho più un'opinione mia su niente. Io prendo le vostre e le riciclo, mettendo le virgole nei posti, sbagliati. Ho scelto di dire cazzate (su questo non puoi sbagliarti, ma d’altra parte è una tua opinione)

sono una ragazza. sono alta sono mora sono oggettivamente atipica e sono soggettivamente preziosa. Pretendo tantissimo dalle persone (direi soggettivamente una stronzata…diciamo oggettiva?)

 

chiedo perdono oggi mi andava di sorridere un pò, nelle intenzioni. D’altra parte sono un ragazzo alto, moro, oggettivamente atipico e faccio la doccia il martedì. A febbraio. Ah gli aperitivi li prendo per bocca. Leggo da sinistra ma tengo la destra. Quando esco faccio le scale e arrivo al portone. Poi non si sa. Dipende dalla maniglia. E come dicevano alla radio…grazie e buona giornata a tutti di essere qui

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categoria:ironia, noi , scrivono, on blog
domenica, 21 gennaio 2007

Le persone che riescono a questo mondo sono quelle che sfruttano le occasioni migliori, e se non le trovano le creano.

 

Up-grade di “Felicità 1.0”

Ammettiamolo a volte è più facile rassegnarsi, volgersi al privato, lasciar perdere, accucciarsi sul conosciuto, non correre il rischio. Viviamo spesso in difesa. Solo che tutto ciò non è funzionale alle nostre aspettative. Probabilmente la differenza fra le persone intelligenti e non -va oltre il fatto di capire quando è il momento di frenare e smetterla. Catturiamo energia dalle cose belle che accadono e la consumiamo per fronteggiare le altre. Ma a far l’oro con l’oro son buoni tutti. La differenza è vedere oltre il visibile, per esempio immaginare che dietro ogni avversità c’è un’opportunità. E non c’è bisogno di essere buddisti per pensarla così, basta figurarsi cosa è utile sul serio, abituarsi a fare fatica, non sentirla più, perché vivere è fatica in condizioni normali, roba da professionisti. Il fatto è che nasciamo dilettanti. Quando facciamo un brindisi in compagnia e diciamo “alla cosa più importante!”...ciascuno penserà alla propria. Ognuno avrà la sua felicità attesa per cui sperare. Sperare si, ma anche spendersi sennò il letame chi lo trasforma. Ho capito che il sentirsi in un certo modo non dipende da ciò che accade. Ma solo da come reagisci tu alla gioia o al guaio, dipende dalla spina dorsale. Le cose che succedono hanno un valore assoluto. Siamo noi che gli diamo un segno. Beh a teoria non sto messo male. Vabbè allora? Oh mica posso fa tutto io!

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categoria:pensieri, vita, noi
sabato, 20 gennaio 2007

(compito di musica in seconda media, un maschio): “Le laudi sono canzoni per la Madonna e per Dio”

 

Ma gli uomini ormai sono solo un impiccio di cromosomi?

 

Un’amica va a far visita ad un’altra. ”…vieni, entra, ecco ti presento mio marito”

Ma qual è…?

Quello li, fra la madia e la piantana…

Ma chi..il copridivano?…

Esatto!

Ma…è catatonico?

In verità l’avevo preso semovente ma…

Ah ho capito…poi anche tu gli hai detto che vuoi un figlio…

Già!

Guarda ci sono passata, digli che glielo fai milanista, che il trenino è già montato nella stanza giusta e che …se è per il filmino in sala parto ha nove mesi per caricare la telecamera. E se non funziona digli che sennò un figlio lo fai con l’immobiliarista qua sotto, che è interista e non ha la pleistescion.

Non è questo che mi preoccupa. È la paura di mettere al mondo una femmina. Un conto è fare un innocuo paraplegico di neuroni, se invece dovesse nascere…Quando lei scoprirà che quella prolunga del telecomando è suo padre mi dirà….mamma grazie, ma ci volevo proprio io per ammortizzare lui ? non bastava un altro maschio?

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categoria:pensieri, ironia, vitaindue
venerdì, 19 gennaio 2007

A volte dentro gli occhi delle persone c’è l’infinito. A volte anche no

 

ode alla ragazza (e speriamo che ode)

 

oh ragazza che t’ho vista ieri

ci avevi uno sguardo che parea dirmi – (carrozzeria d’una Jaguar)

”ma con questi capelli vado meglio per una festa o per uneppiauar?”

 

(Oh ragazza che t’ho vista ieri)

tramortito dal messaggio mi eclissai.

Vivi con leggiadria la tua essenziale frugalità

gesù ti vuol bene lo sai

so tutti l’altri che te vorrebbero ammazzà

ma in fondo sarebbe un’inutile bravata

meglio lasciarla in vita la decerebrata

così potrà dirci…

oh ragazza che t’ho vista ieri

ma ce facevi o c’eri?

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categoria:pensieri, poesia, vita
giovedì, 18 gennaio 2007

Ognuno ha almeno una possibilità, Charlie (La fabbrica di cioccolato)

 

OGGI CHI METTE PIU’ LA FRECCIA?

Ps: ma a me la gente piace lo stesso

 

Col tempo ho imparato che spesso la vita è un punto di vista. Se i problemi son tanti e sei depresso basta una carie per rovinarti. Se sei innamorato del sole, del mondo, della vita, di una donna (escalation?) e ti rubano la macchina…ma si, chissenefrega. Eppure fra una dente e una punto ce ne corre eh? Allo stesso modo si modifica l’idea “privilegiata” (pregiudiziale) che abbiamo della gente. A vent’anni t’affacci al vivere e per una volta fai cento cose nuove, accogli tutto o quasi con l’entusiasmo di un remigino dell’esistenza. Le persone sono potenzialmente un tesoro da scoprire, un’isola da percorrere, un mare da navigare. A quaranta fai cento volte la stessa cosa e la gente l’hai conosciuta. Ma hai anche conosciuto la vita e magari fai un po’ di confusione. Quando sai tre cose le certezze son facili. Ma con l’accumulo delle esperienze i dubbi rimontano. E la confusione sta spesso nell’attribuire alle persone gli effetti negativi che abbiamo dovuto affrontare: perché dentro ogni dolore, protervia subita, arroganza della vita c’è di mezzo un parente, un amico, un amore che hanno un nome proprio. Allora l’idea privilegiata della gente cambia: sei una potenziale fonte di problemi, fino a prova contraria. Stamattina un tizio in mercedes davanti a me, cellulare in mano, ha deviato a 60 all’ora senza freccia e quasi finisco fuori strada. Probabilmente caro tizio, non sei neanche uno stronzo, sei solo uno che non avverte il bisogno di avvisare, di pre-occuparsi degli altri, perché fanno parte del “sistema di potenziali problemi”. A me piace mettere la freccia. Forse è un messaggio inconscio…: “chiunque tu sia ti avviso delle mie mosse, trai le tue conseguenze perché non voglio crearti problemi”. In sintesi mi accorgo che a me nonostante tutto la gente interessa ancora. Forse grazie ad uno stratagemma. A chi non è capitato almeno una volta in momenti bui, quando stai male o ti senti solo, o non sei capito, o la sfiga ti appiccica al muro, di pensare: ma perché a tutti va meglio che a me ?

Eppure la vita non è una istantanea, è un filmato. Prima poi guai e gioie capitano a tutti, non fermarti ai fotogrammi quando i tuoi sono male impressionati, ma fai girare il nastro e di questo ti accorgerai. Non esistono motivi più o meno gravi di sofferenza. Chiunque finisce per conoscerla e non bisogna mai sottovalutare i problemi degli altri o giudicarli col proprio metro. (es. io sono alto, tra i miei tanti problemi non potrò mai capire cosa vuol dire nascere bassi, ma non sono autorizzato a pensare sia una cazzata). Mi dico, non bisogna mai smettere di asservare gli altri e di guardarsi attorno. Non per consolarsi ma per collocarsi nel mondo, per riallocare le proprie preoccupazioni e attribuire loro un peso d’equilibrio. E allora magari la gente ci piacerà ancora, anche se non mette la freccia. Forse quel tizio – fonte di potenziale problema - era solo basso e non ci arrivava. La vita avviene una volta sola…osiamo oltre il facile, tipo mandare affanc… qualcuno. Lo scimpanzè non sa farlo. E ha il 96% del patrimonio genetico in comune con l’uomo. Suggerisce niente?

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mercoledì, 17 gennaio 2007

trenta e Lode al signore!

 

Nel mio spulciare i blog da…animula vagula blandula (memorie di Adriano M.Yourcenar) riporto qualche incipit di post a intuire arcobaleni, sfumature di grigio e altro.

 

Dichiaro ufficialmente che nel bagno sfoglio i seguenti tomi…

Durante la transumanza estiva queste vallate sono frequentate da due sottospecie dell'Homo italicus, geneticamente molto simili tra loro ma che solitamente frequentano biotopi distinti e non danno luogo ad incroci.

La serata Shakesperiana è andata bene. Meglio di quanto credessi.

L'amore è come un peto, esce quando meno te lo aspetti. l'ottimista è solo un pessimista male informato.

Questo che sto vivendo è tempo molto pesante, tra un impegno e l'altro poco mi resta di "mio". Ma fa niente, passerà. Dico ciò per chiedervi una aiuto.

Oddeaaa ho fatto un sogno assuuuurdo. Vediamo se me lo ricordo bene.

Lo spettacolo che il presidente del con(s)iglio ha dato ieri è stato esilarante e grottesco allo stesso tempo. Con la sua faccia di bronzo e lo sguardo catatonico,

io non ho potere decisionale. niente, cancellato tutto, inutile scrivere. me lo tengo per me. com'è che si dice? edit.

In questi ultimi 2 giorni ho ricamato un gran poco. Il bucato ha preteso che rivolgessi la mia attenzione a lui... Quasi mi avesse minacciata in silenzio: "O ti decidi a stirarmi, o esci senza vestiti!"

un attimo solo prima di andare. è un istante congelato che non si puo' dimenticare. l'esatto istante di una tua decisione.

C'era una volta una bellissima principessa che si chiamava Psiche (cioè l'anima), così bella da causare l'invidia di Venere.

Andava l’uomo con l’andamento che poco ha del contadino. Eppure veniva dalla terra, ma poi aveva studiato, lontano, profugo ed offeso dalla diversità del mondo.

non credo che ci sarà tempo di inserire qualunque cosa sul mio blog

Ciao, bellissimi amici virtuali!!! Le feste e un pò di vacanza mi hanno tenuta lontana, ma non vedevo l'ora di ritrovarvi!

Io ho quella capacità di dimenticare le cose a cui tengo, oppure di non riuscire a trovarle dopo averle nascoste inconsciamente nei posti più impensati.

Eccovi l’ultima parte di un favoloso discorso fra il maritozzo e la vitellina

Visto che non riesco a capire cosa mi passa per la testa, mi ostino a capire cosa passa nella testa delle persone che mi interessano...

Persa nei miei pensieri, sulla via del ritorno, non do la precedenza ad una rotonda. Il pedale del freno a tavoletta, stridore di gomme e i musi delle nostre macchine che si fermano a 5 cm di distanza.

Non mi sposerò mai perchè in casa ho gia tutto cio' che corrisponde ad un marito : un cane che ringhia ogni mattina , un pappagallo che bestemmia tutto il pomeriggio e un gatto che rincasa a notte fonda

Da mesi,il mio cane,soffriva di quella,che la veterinaria ha curato sempre come otite purulenta. Scrollava le orecchie,piangeva…

Non posso passare altri giorni vivendo nel ricordo del tuo viso, dei tuoi occhi, del tuo modo inimitabile di fare mille smorfie

questo blog contiene immagini adatte ad un pubblico adulto

Ti immagino vestita di sole autoreggenti e tacchi a spillo, con le mani legate ad una trave, bendata ed in mio potere.

A me eva robins me fa un baffo

Niente cuore ma carne e godimento, niente amore da animo e tormento, solo furia lussuria nessun lamento, tempesta di goduria

Quando esattamente il mio sito lavorativo si è trasformato in una versione ludica di casa? Mi diletto con giochi, visiono lungometraggi in lingua  originale, scrivo missive, irroro d’eucalipto l’umidificatore.

Sabato speciale. di "È tanto che non ci dedichiamo a noi". e "Ecco di cosa avevo bisogno... un po' di coccole, un po' io e te da soli".

La Dottoressa Dania. Giovane donna, bella presenza, laureata, disoccupata, alla ricerca della realizzazione personale o di un amante ricchissimo. Rispondo SOLO a lettori del blog!

In seguito a un minuzioso lavoro di raccolta e catalogazione degli sms ricevuti, possibile grazie all'inoccupazione della Dott.ssa, pubblichiamo la lista degli acrostici in gara per il dania contest.

Ci sono parole che gli uomini etero non userebbero mai. I colori ad esempio: malva, corallo, kaki.

Non so ancora chi sono ma lo scoprirò, non so ancora cosa voglio ma lo scoprirò, non so ancora cosa mi fa star bene ma lo scoprirò, non so chi mi fa star bene ma...ben presto riuscirò a...trovare un senso a questa vita.

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martedì, 16 gennaio 2007

SOLITUDINI meno IGNOTE?

 

in questi giorni di riposo forzoso (febbre in calo ffiuuu) ho girato un po’ per i blog, per me realtà praticamente nuova, a indagare un po’ il senso di questo luogo prezioso. Dunque mi sono fatto l’embrione di un’idea.

Le forme di espressione sono così varie, come pure il senso con cui ciascuno veste il proprio talamo di democrazia estrema. Nel mio piccolo posso riconoscere solo alcune tipologie ricorrenti. Esprimo in anteprima un cupio dissolvi: sono solo impressioni senza alcun intento di giudicare o bollare. Non ne avrei né diritto, né competenza.

Ho visto Blog di:

poesia (+racconti)– una marea, per la maggior parte femminili, poesie che danno fiato, che lo tolgono, che incupiscono, brillano, che registrano un momento indimenticabile, che esercitano la proprietà di parole, che strappano l’emozione dal singolo per…insomma poesie.

Erotismo-sesso - come è lecito attendersi mediamente più volgarotto, epidermico e conquistadores nei siti maschili, raffinato emotivo e sensibile in quelli femminili. A riprodurre fedelmente i connotati con cui i due sessi consumano questo dono.

penseri e riflessioni – spesso voci profonde da ascoltare con attenzione. Sono quelli che per indole preferisco pèrchè esprimono un bisogno di saggezza postuma (siccome c’è stato un dopo sofferto, ho capito alcune cosette che recupero per voi), un sorta di (ossìmoro) distaccato coinvolgimento. Non mancano qua e là lampi di genio e accattivanti metafore estorte al vivere quotidiano.

protesta & propositi - spazi cupi di sfogo su sventure, sfighe, anatemi, (perché a me!) & devo cambiare, punto di vista, cibo, compagn, lavoro…vita

* metterei insieme quelli regolati da ambiti lavorativi e/o molto curati graficamente. Possono riferirsi a professioni o a concorsi con la medesima chiarezza e disinvoltura, segno di eperienza comunicativa su web e non.

* poi ci sono i blog a cui devi iscriverti perché qui si comunica certo, ma con moderazione e solo con chi dico io, niente anonimi, (se mi commenti voglio sempre sapere chi sei) non sono mica per il pubblico ludibrio i miei pensieri!

*Poi quello che chiamerei il blog del trio, che parla a 2-3 adepti che c’erano quella sera, che hanno visto quel film insieme, quella festa, quel libro, le mersy, trudina, lallina uniche destinatarie di un lessico criptato fatto per lo più di smorfie verbali.

* Fino a giungere a quelli veramente contorti, della serie se capisco solo io che scrivo è meglio, sono blog in senso stretto, il diario del me occultato agli altri.

La dominante è il segnale che ogni possibilità/bisogno di comunicazione non si esaurisce nel quotidiano dei rapporti, anzi è questo vivere spesso non risolto che alimenta la mente e la voglia di dire. E ciascuno colma quel gap come meglio sente. E’ un regalo per tutti. E prima che il blog non c’era…dove si rifugiavano tutte queste energie? O meglio, che altro se non una nuova forma di solitudine ci fa scegliere questa forma espressiva dove paradossalmente è quasi più la gente che scrive di quella che legge?

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lunedì, 15 gennaio 2007

MADRE SINISTRA ok, MA PADRE?

 

LA7 ieri, si parla di DESTRA – SINISTRA, in studio adriano Panatta, il regista Pasquale Squitieri (amico di tony Negri, come lui un anno di carcere, passato dal craxismo ad AN, poi uscito e ora..a piede libero) e il prof. Sartori, barone della politologia, il compagno G,Primo Greganti, l’uomo che tacque e salvò il partito.

Vien fuori tra le altre cose che lo sport è di destra. Lo sono i praticanti ai livelli più alti, semplificando perché benestanti, lo sono i dirigenti delle federazioni ecc. vien fuori che gli ultimi scritti di Tony Negri (abiurato dalle Br perché il suo progetto di rifondazione dello stato era antitetico rispetto a Curcio) sono estremamente qualificati, posto il problema del rapporto fra le identità nazionali, i popoli e le moltitudini del villaggio globale.

Assistendo al dibattito ne è uscita rafforzata una mia opinione: gli errori che sta compiendo la sinistra oggi rischiano di distruggere, stavolta senza appello, ogni possibilità di restituire dei referenti ad una quantità crescente di persone prive di paternità politica.

Mi spiego meglio (spero). Se ha ancora senso questa frase, io mi sento di sinistra. Mi riconosco in una serie irrinunciabile di priorità collettive: lavoro, sanità, scuola su tutti. Credo nella rilevanza dei diritti collettivi rispetto ai singoli, credo che i servizi strategici debbano essere in mano pubblica e debbano ugualmente funzionare i modo efficiente, credo in una società inevitabilmente multietnica, nell’equità fiscale da perseguire, nella libertà, nell’eguaglianza, nella nonviolenza…contro i condoni tombali e la pena di morte…

Quando sento D’Alema dire che uno di sinistra non deve essere per forza povero e non sento nessuno dire che…guadagnare cifre oltre i 2/300mila euro all’anno è immorale finchè c’è gente che muore di fame e di cancro, capisco che il problema è che anche io mi sento di sinistra…MA a modo mio. Sono cioè privo di referenti politici di riferimento. È non è solo colpa della legge elettorale che mi costringe, per dire, a votare Mastella (mastella!). Se penso a dei personaggi che sento prossimi come sensibilità politica mi vengono in mente (detti di getto e a casaccio) gino strada, beppe grillo, guzzanti e luttazzi, dario fo, stefano benni, michele serra, adriano e luca sofri, deaglio, eugenio scalfari, fernanda pivano, norberto bobbio (più vivo che mai), tutta gente che “quasi” nulla ha che fare con la politica istituzionale e soprattutto persone che in alcun modo sono legate fra loro da un progetto (anzi!). Sono solo ad avvertire questo disagio? Le persone come me sono destinate ad oscillare fra ricordi, disincanto e sospetto?

Vorrei mantenere intatto quel barlume di idealismo che serve per sperare eppure talvolta vengo colto dal sospetto che il vaccino del cancro sia in qualche cassetto di multinazionale chemioterapica che deve smaltire tonnellate di profumatamente pagato taxolo (principio attivo docetaxel).

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domenica, 14 gennaio 2007

D’ALTRO CANTO

 

Ognuno di noi ha qualcosa da nascondere. E spesso il segreto custodito diventa parte della necessità di esistere. Le persone più fragili tendono a sottrarre intere zone di sé agli altri nel timore di soffrire se….il sé si dovesse sapere in giro. Timore che poi risulta infondato perché si soffre comunque e a largo spettro. Da perché hai perso qualcuno che ami fino a veder comparire un brufolo nel collo. Per mantenere la mente tonica credo sia sufficiente selezionare con flag tutto ciò che vale la pena e poi invio. Non è facile governare il tutto ma quando hai scelto per cosa soffrire automaticamente sai di cosa ridere. Non risolve ma aiuta.

Quanto a me…penso che nonostante tutto null’altro che nelle persone valga la pena investire la propria emotività. Nella vita mi è accaduto un numero sufficiente di eventi da acquisire una discreta consapevolezza di me, ovvero poche cose possono ancora ferirmi veramente. Per cui probabilmente tendo a nascondere il minimo indispensabile. E tengo tutto vicino alla boccetta di polonio. Il resto è uranio arricchito che cola. Sarà l’influenza che prosegue ma…finchè c’è un filo di voce, canto.

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sabato, 13 gennaio 2007

HO FATTO UN CORSO SUL TRAMONTO

 

Ho l’influenza e quindi sono caustico. Non ho fatto un corso per avere l’influenza , mi è arrivata da sola, non ho pagato quindi non me la godo. Febbre allo stato brado. Che selvaggio!

Era digitale (era, ora siamo pure più avanti) …Un corso di tantra light dentro una miniera, uno sul peperoncino verde, sul sagittario, sul vento, macrobiotica tibetana, bioetica lussemburghese, i misteri della pizzetta nordcoreana e poi ancora Idrobaik, spidipizza, spinning…”e adesso leggiadre andiamo in salita per l’interno coscia” e voilà la palestra si inclina di 7 gradi.

È tutta sete di conoscenza? No è perché oggi manca l’empatia quindi ci deve essere qualcuno che ti insegna anche a bere, cercare altre persone, altre cose, a immedesimarti, a calarti in altre situazioni, da soli non lo sappiamo più fare. Siamo individualisti spinti, ma in gruppo. Ecco una vacanza pensata solo per te..ah si? allora perché siamo mezzo milione in questa isoletta greca di 3 chilometri quadrati?

Per non parlare delle danze-in-tondo….a me fa pensare a un rito prima della trebbiatura….vieni a fare danzintondo? Io lo percepisco come un…and-jamo a mietere il grano, il grano, il grano…ma cazzo è gennaio! una tipa di settimo torinese con panzetta e turbante dice: “ecco guardate me, sguardo avanti (devi essere strabico) “questi gesti li fanno i bimbini pakistani quando lasciano liberi i serpentelli per la gara nel fosso dietro lo sheraton di Dacca nord”. (e tu, madonna che fico!) m’immagino qualcuno che vada dalle creature scampate all’alluvione..ehi bimbi, sapete che fa un’accolita di ubriachi dall’altra parte del mondo? Fa voi…ma va? allagano la villetta a schiera? Trenta dollari pro-capite l'anno pure loro?…un front-end di decerebrati ascolta un suono ming (non era un vaso?) azzarda un accenno di salsa di Madras (altro che neolatina!)…salsa …la salsa dimenticavo…partono vagoni di carne umana per la deportazione in insalate di salsa e mi domando: ma che cosa tramortiva i neuroni prima della salsa? Facile: il meneito. E prima ancora? Beh qualche sano di mente si trovava ancora a quell’epoca.

Un bel corsetto di baccarà come lo vedi? (io credevo fosse n’pesce). Ma se uno magari ha da fare all’amore pensa a’ste cose? No, al massimo esce di casa per comprare il pane. Ho detto pane, non l’oggettistica che oggi spacciano nelle butik di farinacei dopo che hai fatto il corso “i segreti del sesamo e dello zenzero”.

PS io non compro neanche quello (eh eh) oggi ho l’influenza pappappero.

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venerdì, 12 gennaio 2007

A MILANO COME A MICENE

C’è una frase, non ricordo a chi attribuita, che è tuttoggi un enigma.

Ibis, redibis non morieris in bello.

 

Poiché manca una virgola la traduzione può essere – andai, non tornai, sono morto in guerra, oppure – andai, tornai, non sono morto in guerra. Già quella volta c’erano problemi di incomuinicabilità, parte un fax da Delo e Atene manda cento sciacalle mature invece che cavalle e armature.

Più o meno la stessa incertezza è nelle parole di un tale, Biante da Priene, uno dei sette savi, che molto tempo prima dei pronipoti filosofi greci si sedette su una pietra, mano alla fronte e sguardo al mondo e disse:

la maggioranza degli uomini è cattiva.

 

Al di là del fatto che all’inizio della parola tramandata bastavano amenità del genere per passare per geni…ma non è ancora chiaro se volesse dire:

1)     il 50 % più uno delle persone sono malvagie poiché è tale la natura umana.

2)     l’uomo come singolo…è buono, il branco elimina ogni inclinazione positiva e diventa bestia collettiva.

 

Comunque sia qualcuno non ci mise molto a capire come funzioniamo anche senza stadio Olimpico e stragi di Erba: entrambe le definizioni ci calzano ancora a pennello e…2500 anni son passati invano Biante mio.

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mercoledì, 10 gennaio 2007

Devo parlarne per forza perk mi sta qui.

I PACSSS!

 

In Francia sono legge da circa 8 anni. Addirittura la stessa legge è stata più volte migliorata (perché in Europa c’è chi osserva la realtà e non la nega) con il contributo dei neogollisti e delle destre, figuriamoci. Ok là non hanno paparaz, Vaticano Cei Ior osservatore romano, Paola Binetti, centri religiosi di bioetica e concordati vari e sta per iniziare la cavalcata di Segolèn sulla groppa di Sarcozzi…ma è tutto qui? No, probabilmente è anche un problema culturale, ovvero uno scoglio ideologico della mia generazione.

Quando voglio farmi male (e far male) mi azzuffo con i miei amici catto-margheriti (ex-scout parrocchia..eh oh ne esistono ancora!) e son dolori.

Io sostengo questo: l’ispirazione di uno stato DEVE essere laica. La religione è un aspetto privato. Semplificando io STATO osservo l’uomo, come singolo e come gruppo e normo la sua convivenza civile sulla base del diritto, degli usi e consuetudini e (nelle intenzioni) del buon senso. La libertà religiosa è lecita purchè in alcun modo (inter.gravidanza, droga, omosessualità, divorzio, sesso, eutanasia, bioetica…) qualcuno si spinga ad esigere per legge divieti o obblighi validi per tutti in nome della religione.

In altre parole: io come laico ho lo scopo di studiare la realtà e regolare di conseguenza la convivenza civile nella sua pluralità di aspetti. per il cattolico l’obiettivo principale è quello di combattere ogni legge che si ponga in contrasto con i precetti religiosi, cosa secondo me inaccettabile. Nel senso che …se sei cattolico non abortirai mai, non ti drogherai, non farai sesso prima del matrimonio (seee!) userai la massimo il preservativo (seee!) negherai la tua omosessualità blasfema, ma in alcun modo in base a semplici precetti religiosi puoi costringere l’intera società civile ad adeguarsi a questa dittatura del dogma. Sarebbe come se per legge venisse vietata per tutti la trasfusione di sangue al pronto soccorso perché ai testimoni di geova così giova.

E non trascurerei neppure forme congenite di ipocrisia per le quali si difende l’embrione (il principio della vita) e la famiglia (“fulcro dell’umanità”) soltanto nelle forme iniziali (“certificati” di nascita e matrimonio) e nulla questi seguaci di fratellanza povertà e carità facciano…per le modalità in cui la vita prosegue: quando sei sopravvissuto come embrione e poi hai un figlio disabile smetti di vivere, quando ti ammali entri nel ghetto, quando sei senza lavoro o (talvolta) peggio lavori in un call-center puoi immaginartela una famiglia?

 

PS - Ah qualche numero per gradire. In Francia sono quasi mezzo milione le persone che ad oggi fruiscono dei PACS, (meno del 15 % le coppie omosessuali) e la durata media del patto di solidarietà è oltre 4 volte quella di un matrimonio (12% di scioglimenti contro 50% delle separazioni negli ultimi 8 anni).

 

 

GLI INCAPIENTI DEL TERZO MONDO

Onorevole Morando ma cos’è l’extragettito?

“Se le entrate fiscali saranno più alte, il surplus andrà agli incapienti”.

Ma perché si dice incapienti e non poveri? Perché gli incapienti sono i non percettori di reddito. Forse che il ventenne baraccato sieropositivo di Nairobi possa essere incapiente ma anche proprietario di un ranch a Mombasa?

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martedì, 09 gennaio 2007

QUANTA DONNA C’E’ NEL PALMO DI UNA MANO

 

Quando viene l’ora di fare un bilancio? Echenesoio! La mia prima volta è stata a 24 anni quando ho lasciato in una botta radio e giornale; dopo aver già fatto una quindicina di mestieri ho smesso di fare il giornalista e ho iniziato a lavorare. Poi ho chiuso coi bilanci. Perché tutto sommato sono criptati negli occhi, un registratore biologico. Quindi se vuoi vedere il tuo di bilancio guarda a fondo negli occhi di chi ti sta vicino e vedrai di riflesso tutto quello che hai comunicato senza una parola, quindi per definizione la verità. C’è un sistema binario nelle pupille che (se non sei drogato) usa una specie di alfabeto morse dei sensi, cattura anche ciò che non ricordi di te e lo sbatte in faccia al prossimo, altro che privacy. Quindi se sai ascoltare con gli occhi il tuo io di spalle che non vedi mai lo rintracci nei pensieri che gli altri profumano per te. C’è un solo modo di sfuggire all’intercettazione: guardare da un’altra parte. Ma cos’altro vale la pena nella vita se non frugare un essere umano che si prende i tuoi occhi?

 

PS il bilancio di Alessandro Benvenuti che veste i panni di “Ivo il Tardivo” è più immediato. La prima volta nella sua vita che riceve una carezza femminile sul viso guarda quel palmo ed esclama: “dio bono, io non lo sapevo quanta donna c’era in una mano”

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lunedì, 08 gennaio 2007

Quello che le donne non dicono

A volte mi piace farlo. Frugare dentro le persone per cercare cosa sentono, ciò che si vede e quindi non viene detto perché sarebbe un’inutile ripetizione. Tra l’altro ciò che senti dovrebbe essere un punto di partenza, non di arrivo. Ecco, lei che vive lontana se la guardo bene quando capita direbbe questo per rispondere alle mie domande. È un’immagine-prototipo che vedo riflessa in molti occhi.

 

Caro seb,

non so da dove cominciare e mi costerebbe molto dire tutta la verità. A che scopo poi? Io mi sono abituata a non dire le cose come stanno e alla fin fine a indagarmi fino a scoprire perché stanno così. Meglio tacersi forse. Perché le persone cambiano lentamente e spesso non sanno più neppure da dove hanno iniziato a muoversi o cosa volevano prima. Oggi faccio quello che posso, che devo. Sarà questo mondo lontano dalla mia terra, le persone che frequento, il sentirmi né qui né là, i ruoli che ho dovuto vestire, le cose da mostrare e di-mostrare in quanto “straniera” donna e moglie, tutto da professionista in un’ambiente che non ti risparmia nulla. Quindi tutto diventa indistinto, solo una sensazione di inadeguatezza o insoddisfazione latente. Lo so che non sono precisa, ma meglio di così non mi riesce. Cerca di capirmi, mi ispiri fiducia, quindi più o meno capirai. Tu mi chiedi se sono felice. Beh se faccio il censimento dei desideri di ragazza, di ciò che è stato, ciò che ho e ciò che sono oggi dovrei dirti di si. E in effetti ho avuto momenti di profonda felicità nel lavoro e negli affetti. In realtà le cose non stanno mai al buio o immerse nella luce. Ci sono mille sfumature che quasi nessuno capirebbe. E sono quelle sfumature che reggono il peso della vita. Cercare di rispondere alla domanda con un si o un no sarebbe riduttivo e allo stesso modo un’enorme fatica di dover riprendere le fila di un discorso che non so da quando ho abbandonato. Non ho molte occasioni per ragionare su queste cose e ancor meno di poterne parlare con qualcuno. E tutto sommato è un buon meccanismo di difesa evitare di farlo. Però…non sono del tutto rincoglionita e quindi se qualcuno mi sollecita qualcosa dentro recupero anche se non tutti hanno la capacità di essere diretti e trasparenti come te. Non sempre la vita va come te la immagini o come vorresti e se anche non succedono catastrofi può accadere che tu perda pian piano qualcosa, come l’uso di un arto, senza accorgetene, perchè la cosa è graduale. Poi ti alzi un mattino avverti un malessere, pensi non sia nulla perché non vedi il referto della tac. Quando la tua immagine diventa leggibile il semplice segreto si svela: non sei più quella che eri. Capisci che vivi in modo meccanico, come il comatoso risponde alla respirazione artificiale. Si, tutto è sostenibile, perfino protettivo, ma la magia? Dov’è finita? Non sono più la narcisista di un tempo, forse è per questo che faccio più fatica a vedere la bellezza delle cose e a gustarmela. Se proprio dovessi rendere l’idea direi che alla fine impari ad amare solo ciò che hai e tirar fuori il massimo del beneficio da ciò che ti è capitato di vivere, anche se sai che è un massimo relativo, ma tutto sommato il top che puoi conquistare in queste condizioni, con le tue energie e senza stravolgere tutto quello che hai faticosamente acquisito…anche se per fare tutto questo ho dovuto rinunciare a parti di me, nascondere frazioni dell’anima, mettere il silenziatore alla sua voce. Questo succede perché quando ami qualcuno ritieni che sia normale farlo, poterlo fare, doverlo fare quando serve. Mi costa molta fatica dirti queste cose….

 

Ciò che fa di una donna una principessa è il coraggio di avere questo nelle pupille. Meglio di un discorso a voce se i tuoi occhi non sono sordi.

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sabato, 06 gennaio 2007
IL CAMPO DEI MIRACOLI

Bene,

jocay, perdei, ma mi divertii e soprattutto sopravvissei senza traumi e ricoveri in hospital day. Che è la cosa più importante.

Tanto da gusto giocare a tennis almeno quanto fa irritare uscire sconfitti da una partita. Almeno li per li, perché se anche sono otto anni che non tocchi una racchetta e sei incerottato di fasce è comunque agonismo (dal greco agos che vuol dire m’incazzo e nismos che vuol dire se perdo).

Mia figlia: papà se ti arrabbi vuol dire che non sai perdere. No figlia mia. Arrabbiarsi è l’unico modo di perdere, la rabbia produce voglia di rivincita e il desiderio di riprovarci con più grinta. Una smorfia a metà fra sorriso e ghigno: andiamo avanti perché qualche volta perdiamo, spesso è quando vinci che ti fermi. Fabrizio e valeria siete avvisati.

Porca vacca di nuovo terra rossa dopo…duemila anni fa in gracia antica si lanciavano una sfera di gomma con quadranti di legno e corde intrecciate. Un’ancella sventolava il giudice di sedia mentre tuniche elleniche giocavano a spheristikè, lontano parente del tenniz moderno. E questo è vero. Ora posso di nuovo pronunciarlo: tennis.

 

PS per la cronaca “agonismo” viene dal greco agon (competere) è…il bellum in tempo di pace.

PS2: non sono donne se sul 40-30 non fermano la partita per sistemarsi i capelli sul cranio col mollettone. E per fortuna che non viene loro in mente di farsi un’ennè con tutta quella terra rossa. Mah, sarà solo invidia la mia.

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sabato, 06 gennaio 2007

SIGNORE E SIGNORI ECCO A VOI IL MONDO

Ma dov’è che viviamo..non volevo farmela proprio oggi sta domanda qua..però ragazzi se inciampi in un telegiornale…

In circa 25 secondi è stato liquidato un problemino: ribasso record del prezzo del petrolio (-20%) in pochi giorni e (solo in Italia) prezzo della benzina fermo alla pompa. Mistero. Mistero? I successivi 7 minuti (sette!) di TG sono stati dedicati ai seguenti argomenti di evidente planetaria importanza:

1)     in Gran Bretagna gli avvocati civilisti dismetteranno la costosa parrucca bianca (costo fino a mille euro) che sembra allontani i cattadini dai legulei.

2)     Una povera donna in America è vittima di un misterioso morbo che la conduce in narcolessia ogniqualvolta esprime un’emozione verso i nipotini: trance di affetti.

3)     Finalmente gli scienziati hanno trovato il modo di utilizzare gli alberi di Natale post-feste. Sono ottimo cibo per gli elefanti grazie agli olii vegetali che contengono.

In pochi attimi mi son tolto il parrucchino e ho comprato un cucciolo di dumbo a mia figlia prima di cadere in catalessi per l’emozione.

Ma che cazzo! Se proprio vogliono un popolo di decerebrati che bisogno c’è di accennare al prezzo del petrolio.

PS Ho volutamente rimosso i 5 minuti dedicati alle variopinte befane piovute affogate innalzate denudate e quant’altro in ameni ridenti paesotti dell’Italia nostra dentro la quale assistiamo inerti al Tg inerte.

Devo ricordarmi di parlare un po’ del famigerato PARTITO UNICO che ci attende. Ci tornerò. Giuro. Se avessi ancora chioma a sufficienza ci metterei le mani.

Oggi pomeriggio l’evento, al quale dedicherò qualche riga. Dopo un paio di prove opache, dopo 8 anni rimetto piede in un campo da tenniz…non riesco neppure a scriverlo. Ho tentato di giocare a questo sport qualche tempo addietro con alterni risultati e per una quindicina d’anni ho fatto coppia fissa con camillo Benso. Quando lui smise lo fecero conte. Memorabili i match di coppa del Re contro Ottone Primo e il maresciallo Metternich. La racchetta è ancora la stessa in barba alla rivoluzione tecnologica il legno è legno della foresta nera, regalo prussiano, alla faccia di grafite e fibra di carbonio. Le palle sono di lattice avanzato dalle suppellettili della sala della pallacorda a Parigi. I miei compagni fabrizio, valeria e giovanna non sanno ancora che esibizione da circo andrò loro a presentare regalando una performance in costume d’epoca che non dimenticheranno….due ore prima dello spettacolo avrà inizio la vestizione, un po’ come a teatro. Tra cavigliere, pancera, ginocchiere sarà un miracolo far compiere movimenti alla mummia. Peccato solo per i dieci chilometri di macchina con la benzina che non cala…era meglio la carrozza. Vi darò conto delle risate prodotte dal clown.

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mercoledì, 03 gennaio 2007

SIMULA-AZIONE

TI STROZZEREI MA..IN SENSO BUONO

Il meccanico ti da una gomitata e strizza l’occhio: “le puntine sono a posto ho tolto la manodopera eh, visto 100 è cancellato”. Paghi 70 euro scritti su quel foglietto macchiato e sorridi riconoscente perché lui ti fa pure un f-a-v-o-r-e. e tu paghi le sue tasse.

ti siedi ai colloqui generali e chiedi come va l’alunna. Scopri che la prof ha il vocabolario di una spugna e che hai davanti a te la decerebrata cui hai delegato la formazione di tua figlia eppure le sorridi comunicando..dio che fortuna un premio nobel!

Non parliamo dei rapporti di lavoro gerarchici dove il peggio accade nel beksteig e il meglio di te lo offri in condiscendenza e sorrisi perché…ti conviene. E i rapporti parentali? Un teatro tenda di zii, madri, ex mariti, ex nipoti (non so bene come cacchio si faccia ad essere un ex-nipote ma suona) tutte relazioni vissute alla grande fratello come se ci fosse una telecamera a riprenderti per cui si nega ogni conflitto, il dissenso è sepolto, e….salve sono Marzia di Vodafon sa ke lei potrebbe non pagare il canone (ma non sa che ho l’orchite!)…6 euro al kilo i pomodori camoni? Ma sono buoni sa (si? Come tartufi?) la commessa ti chiede se hai la card del sitiper con un sorriso che è una paresi offerta a 5mila clienti al giorno…ecco non siamo più persone ma clienti che comprano e vendono ciò che conviene, nulla a che fare con la verità e l’essere sé stessi.

Il camionista che in una mano tiene la forchetta nell’altra il cellulare e che guarda la tv nell’abitacolo mentre ti sta sorpassando con il suo leopard è il meno.

Alla fin fine facciamo quello che ci conviene per sopravvivere non per essere felici.

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martedì, 02 gennaio 2007

quanto sono belle le donne quando decidono di fare l’amore fra poco

Per rob: per quell’sms non so esserti d’aiuto e ciò mostra che non sono un esperto. Immagino neppure le linee Quantas bastino in questi casi. Spesso non ci sono risposte esatte ma domande precise: perché intrattenere per forza rapporti con qualcuno che ti chiede via sms dove cazzo tu sia? Allora meglio frequentare gente tipo scaramella, moggi, tavaroli, mastella o abu omar (essendo litvinenko deceduto) santa intercettazione!

il sentitamente grato rob simpatico divulgatore di igiene orale e progettazione supposte mi ha fatto venire in mente un orrore comunicativo recente.

Spot televisivo: 20 secondi. 18 secondi dedicati ad un pneumatico, alle sue qualità: sicurezza, linea moderna, materiali, aerodinamica, fluidità di manovra, flessibilità caldo-freddo acqua, consigliato dalle migliori marche di automobili.. chiedilo al tuo gommista.Ultimi due secondi: attenzione talvolta potrebbe esplodere e farvi schiantare su una quercia.

Possibile?

È esattamente quanto accade per alcuni prodotti farmaceutici più comuni, vics, aspirina, ecc e relativi spot in onda tv in questi giorni. L’assunzione di questi farmaci ti rimette in sesto, ti libera il naso, la gola, fagocita il mal di testa, gente che torna a sorridere e palpeggiare la vita dopo il miracolo della pasticca e…In poco più di un secondo finale di spot una voce recita a velocità supersonica: attenzione, può avere effetti collaterali anche gravissimi.

Io capisco che alla base della comunicazione c’è sempre un problema ma…tra un po’ chiameremo la morte un “effetto collaterale gravissimo” della vita?

Masepo?

Ma si…sentiamocela di iniziare il nuovo evo con ottimismo amore & poesia, coltivato da roberto Benigni e la sua tigre e la neve (sky qs giorni)

“Vittoria voglio fare con te quello cha fa la primavera coi ciliegi…vuoi perderti lo spettacolo di un uomo innamorato di te? Tutta la mia vita ti ascolta Vittoria, in ogni cosa creata per me c’è dentro il tuo cuore…sei la fiamma di queste candele…quanto sono belle le donne quando decidono di fare l’amore fra poco.”

“nulla il tempo ha lasciato che possa affascinare i miei occhi , aiutami, se lei muore, tutta questa messa in scena, il mondo che gira, il sole, il cielo, possono arrotolare tutto, schiodare tutto…il sole ha senso perché fa brillare lei che sta dentro il mondo che gira, i cocomeri, le rane, settembre, le sette di sera, le zucchine…allora possono pure smontare tutto."

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lunedì, 01 gennaio 2007

Poiché chiamato in causa da quello stacco di c….aracola-mardou

2007 come-in

 

Lei è seduta in un angolo. Gonna sufficientemente corta da calamitare sguardi di timido peccato. Ha un gran bisogno di grattarsi perché la materia plastica sulla pelle talvolta prude. Tu (io) in quell’esatto istante entri nella stanza dalla parte opposta e poiché sei solo un maschio oltre ad avere pochi neuroni attivi tutti orbitanti attorno alla sfera genitale, guardi dritto davanti a te perché hai di conseguenza anche un visus limitato.

Lei alza una gamba, dunque una coscia velata dalla calza, offrendo una panoramica delle opportunità di lavoro per l’intero pleistocene. Il maschio eterosessuale inciampa in quel panorama (pan=tutto, horama=visione, dal greco pansessuale) e lancia uno sguardo a mezzo fra un signorile disappunto ed una lurida occhiata da maiale (talvolta questa ha il sopravvento) quindi marca il territorio ovvero metaforicamente urina sotto la sedia dell’esemplare femmina mostrandosi disponibile a svolgere il lavoro richiesto.

Come si sarà intuito, È il 31 dicembre ragazzi. Si avvicina il periodo degli amori e dell’accoppiamento. La primavera è vicina. Per l’esemplare maschio anche a gennaio La primavera è vicina. In ultima analisi “la primavera”, in qualità di periodo dedicato alla copula intenzionale, occasionale, continuativa e irrinunciabile per la prosecuzione della specie (specie se sei eterosessuale) dura dodici mesi l’anno. Ogni 4 anni dura undici mesi. Febbraio bisestile? No: i mondiali a giugno. Che si sa tengono lontani il maschio dalla femmina come gli uomini sani di mente dalle donne soggettivamente insignificanti.

Ma non divaghiamo dalla core-question.

 

Anche il 31 dicembre molti esemplari maschi ricevono messaggi sul cellulare da esemplari femmine. Tali messaggi spesso non sono del tutto innocui ma nascondono insidie. Come difendersi? Il catalogo intitolato ARDOIC recita quanto segue. (Ah, ardoic è un acronimo che signifca Al Riparo Da Ogni Indesiderata Complicazione).

 

Esempio 1: messaggio ricevuto (mr) “mi manchi” – stato dall’erta “minimo”.

Trattasi di asserzione. Tu le manchi. Ok. E allora? Non è necessario rispondere, anzi è sconsigliato farlo. Potresti infilarti in un cono d’ombra in cui la di LEI locuzione terminale sarà interrogativa: “…ah si? Ma si, si perché lo senti dal profondo del cuoricino o si solo per farmi contenta?” Entrerai in un sito oscuro dove non c’è campo e quindi il tuo cervello non prende e lei ti guarderà con quell’aria compassionevole come fossi un bimbo ancora cattivo ( o già cattivo!) di 7 anni ma un po’ più stupido (immagine che peraltro corrisponde esattamente al tuo attuale curriculum). E tutto questo per uno stacco di coscia? Siamo giusti! Quindi stai in campana.

 

Esempio 2: mr: “mi manchi, dove sei?” – stato dall’erta “medio”.

Trascura il “mi manchi”. In italiano o sei con lei o manchi. Quindi è ovvio che sei da un’altra parte  Ma l’invadente esemplare femminile vuole sapere da che parte. Puoi mentire, ma non servirebbe. Devi essere intelligente a tal punto da trovarti esattamente nell’unico posto dove non può scovarti. Ma è un riparo temporaneo, quindi stai in campana. Attenzione: ci sono esemplari femminili che ti scrivono “mi manchi” anche quando sei con lei: evitali e consegnali ad un buon neuropsichiatra che ne abbia cura!.

 

Esempio 3:mr: “mi manchi, raggiungimi appena puoi ho bisogno di te”. – stato dall’erta “massimo”.

Niente panico. Adozione del piano “tropico del capricorno”. Intanto fate rispondere al messaggio da un amico, meglio se ottimo avvocato penalista: Poi farete esattamente questo: nuove generalità, identità e documenti falsi, prenotazione volo Quantas per una località di 12 ore almeno di fuso orario. Last-minute, niente lista d’attesa non c’è tempo. Alla fine lei ti troverà ma tu avrai avuto 12 ore per mettere a punto il salva-vita e mandare a memoria poche righe di indubbia efficacia (è un modello pre-stampato).

Non dirai nulla di inutilmente stupido tipo…devo riflettere, non sono pronto, ho bisogno di stare solo, non ti merito…ma dirai esattamente quanto segue:

“Sei un meraviglioso esemplare di femmina, ho trascorso con te il mio tempo migliore e ti ringrazio fin da ora per quanto ancora potresti offrirmi, però sono costretto al lasciarti perché mi hai mandato in frantumi  le gonadi con i tuoi messaggi del cazzo.”

Poi plastica facciale.

La miglior difesa….è la fuga

 

PS Ovviamente ho estremizzato: anche gli stati dall’erta medio e minimo possono presentare pericoli ed effetti collaterali anche gravissimi, pertanto non sono da sottovalutare. Per allenarti dai un’occhiata con regolarità ai voli Quantas last-minute.

postato da: vadoinbici alle ore 12:02 | Permalink | commenti (3)
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