giovedì, 28 dicembre 2006
Vedere, toccare,  l'dore,  il suono della voce, il modo di fare...
le persone ci colpiscono se aggrediscono i nostri sensi ...ci sono persone bruttine estremamente sensuali e viceversa persone gradevoli prive di fisicità.  Quindi chi possiede sensi molto pronunciati è più incline a subirne l'aggressione.
Ho notato questa essere una caratteristica più brillante nelle "femmine".
Infatti spesso puoi sentire una donna dire...”adoro il suo modo di fare, la voce, come si tocca le labbra....mentre lui dirà quando va bene…”hai un interno coscia da favola” o cose simili. beh...in queste cose abbiamo “meno sensi” o forse siamo meno abituati ad ascoltarli tutti. Per fortuna alcuni si lasciano educare.
PS come dice Vudi Allen negli ultimi fotogrammi di Io e Annie:
“io e lei, anche se lontani, saremmo stati io e lei per sempre, diversi, lontani appunto eppure legati. Mi torna in mente quella storiella del tizio che va dallo psichiatra…dottore mio fratello crede di essere una gallina….beh faccia qualcosa, lo faccia ragionare, lo porti fuori, lo svegli e lo convinca che….ma dottore scherza? E dopo chi me le fa le uova.
Ecco, uomini e donne sono galline, così lontani e diversi, universi paralleli inconciliabili….eppure noi le cerchiamo. E lo faremo sempre. Perché tutti abbiamo bisogno di uova.
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Poche storie, tutti lo temono
queste che seguono sono le parole di due persone impresse su di una foto verbale immersa negli oleosi umori della lontananza, del tempo e dello spazio.
 
LUI
il bisogno di darti la misura di ciò che sei per me è superiore alla "convenienza" di tacerti tutto. forse egoisticamente la voglia di..alleggerire il peso? che poi più leggero non si fa comunque? Forse semplicemente raccontare il sogno.
…Ricordo che sei stata la prima persona ad impararmi cosa vuol dire girarsi verso il banco, quello dietro, vedere due occhi, ed essere tranquillo se ci sono. Sai, quando mi sono trasferito, appena arrivato c’era una ragazzina che mi ronzava attorno (chissà forse il fascino del forestiero) . un giorno mi chiese…sono la prima? Risposi che…no non sei la prima, sei la seconda. e pure la seconda sbagliata.
Ricordo mi piacevano quelle guance sempre rosse e, le dita,  fine e lunghe e le mani sempre fredde, quando riuscivo a toccarle. Ricordo che le ho ricordate per anni. Avevi dei modi gentili, timidi, quasi aristocratici. Avevi stile, confronto a me, ragazzaccio dai gesti plebei. Il bello è che sono sicuro di aver fatto tutto da solo, cioè di essere stato io a provare per la prima volta certe cose e basta. Ma c’è una canzone di lucio Dalla che dice ….se io amo e tu no, sono io il fortunato, perché tu non sai cosa si prova…
Ricordo un’estate dura , difficile, in attesa di cambiare casa. Ricordo che ti dissi…io gioco a tennis…davanti a casa tua c’è un muro ? tu forse solo per cortesia dicesti si, c’è,..se proprio vuoi venire qualche pomeriggio. Ovviamente non venni mai. Era come se quella via fosse un off-limits emotivo. Addirittura cercavo di evitarla quando andavo in bici. E se poi t’avessi vista ? ricordo l’ultimo giorno di scuola. Io mi levo il grembiule tu no. Il tuo era nero nero, il mio sbiaditello di gesso. Avevi il colletto ricamato. Ci fermiamo prima del campo, sotto i portici dell’asilo. Beh..io vado. Tu non puoi ricordarti di tutto questo, perché ero solo da te. Però avevi il viso triste, quella faccia che a scuola non avevi mai fatto. Se dovessi dirlo in una sola frase, credo di aver amato di te il candore con cui ti tenevi lontana dalle cose stupide. Ti vedevo molto più matura di tutti gli altri, me compreso. Eppure avevi gli occhi tristi, ne sono sicuro quel giorno. È su quella tristezza che ho sistemato i miei ricordi. Capita di alzarsi un mattino, fare un lungo respiro nell’aria, sentire un odore e di corsa l’amigdala recupera un ricordo, lo sente muoversi vivo. E’ una delle cose belle della vita: puoi anche non dirle a nessuno, tenertele dentro, ma nessuno può obbligarti a non sentirle le cose. Non credo di essere una persona che idealizza i ricordi o stacca il passato dalla realtà. Forse semplicemente sono tornato a sentire le cose dopo anni di letargo emotivo, preso da me, dagli eventi, non sempre piacevoli. E adesso sento il bisogno di condividere. Marina Rey canta ”…io sono qui, passano gli anni e dimmi dove sei, adesso non ho più paura”
E allora dimmi cosa canti, cosa voli, cosa pensi, come suona la tua mente, cosa tocchi, di che colore è la tua vita, se arcobaleno o nubi. Se spesso entrambi….
Sentivo il bisogno di dirti queste cose vissute in un vicolo a senso unico. Non tanto perché mi fa stare bene dirtele, anzi non sai quanto mi costa questo atto di umiltà, ma perché la cosa mi è durata anni e anni dentro. Forse è.per un senso di equità, di pacificazione. I sentimenti sono una cosa potente, robusta, anche se sei un ragazzino che sta appena imparando a stare al mondo. E se ho capito in seguito che le persone sono da amare ed ascoltare con attenzione e rispetto è anche merito tuo. Avevi un modo dolce di allontanarmi, come a dire…contegno ragazzino, contegno. Quel ragazzino 7-8 anni dopo era una promessa…intervistava Venditti, Guccini, Gaber, Craxi (ma non dirlo a nessuno, che vergogna), dirigeva la redazione di una radio, scriveva sui giornali. Poi spesso le promesse non vengono mantenute e la vita segue traiettorie insospettate. E oggi sono un uomo, forse più comprensivo e tollerante della media della specie, consapevole di sé, ma anche delle occasioni perse. Meglio che mi fermi qui. Perdona il tutto se puoi.
PS. Ora sai. volevo solo raccontare una storia. La tua storia vista da me. Fino a prova contraria siamo tutti innocenti se il movente è sano o al massimo pieni di attenuanti. Amante (colui che ama) è forse tante cose. È voglia di avere un motivo per alzarsi la mattina, di desiderare ed essere desiderato, e la pelle che manca alla tua, è l’idea che qualcosa d’altro e di più è possibile, è l’odore che cercavi negli angoli sbagliati, è complicità, è sapere che qualcuno è dalla tua parte senza ricavarne utili. Sono questi i pensieri . Ne conosci altri? Ognuno ha dentro la sua isola che non c’è. Si può cercarla tutta la vita, aspettando godot., c’è chi fraintende il primo approdo, chi lo trasforma con la mente e si adatta, e c’è chi accetta il rischio di non trovare. Forse l’importante è riconoscere che ogni momento non deve andare sprecato. Perché quel momento non si ripete e dentro ci sei tu, qualunque cosa accada. Perché l’importante non è soffrire o meno. Si soffre comunque per qualcosa. È scegliere per cosa soffrire, selezionare ciò che vale le tue pene. La voglia di ragionare su quello che mi accade è la conquista del tempo che vivo adesso. Perchè dovrei parlare d’altro? Kafka? Moravia? La ragion pura di Kant, Heidegger o Popper? Bertand russell? Il nichilismo di sartre? La sistemica di talcot parson o l’utilitarismo di geremia bentam? Ho amato e studiato un sacco di cose, ma sono sempre tornato ad eraclito, parmenide e socrate. Alle origini, alle fonti del conoscere. Ovvero “conosci te stesso”. Ci provo. Ci sono molto motivi per piangere. Una perdita, una telenovela, le cazzate che lobotomizzano la massa tipograndefratello, la sete di rabbia, di guerra, di vendetta del pianeta confessionale (islam o crociata che sia). Anche qui si tratta di scegliere. Io ho scelto per cosa piangere. E quando scegli automaticamente sai di cosa ridere, conosci l’ironia e sai prenderti in giro, vivere più leggero. Marquez diceva che siamo tutti sopravissuti ad una curva. Basta fare in modo che non sia stato invano il miracolo.
 
 
LEI
Sono diverse le emozioni che ho provato leggendo la mia storia vista da te. Ciò che più mi ha colpita è la nitidezza dei tuoi ricordi. Alcuni particolari sui luoghi descritti sincemente non li ricordo, ma la mia descrizione, visto che non posso aver dimenticato chi ero e com'ero, è talmente fedele alla realtà che francamnte mi ha commossa. Devo confessarti di aver pianto (e tu per favore non ridere). E' tutto così vero che all'improvviso è come se tutti questi anni non fossero mai passati. Sei una persona meravigliosa, così come, per me, lo eri già allora. I miei riordi rispetto ai tuoi sono più vaghi, più d'insieme. Ricordo che anche tu ti distinguevi da tutti gli altri per il tuo modo di essere: meno sciocco, più riflessivo, più puntuale nell'assolvere i tuoi doveri, più maturo dei tuoi compagni e sicuramente anche il più carino come aspetto. Questo oltre ad essere un ricordo è una certezza questo lo ricordo molto bene, per me eri bellissimo. Non ricordo nulla dell'ultimo giorno di scuola, mentre mi è rimasto impresso nei ricordi un flash in cui appariamo noi due soli, in un piazzale, ampio, nei pressi di casa mia e stiamo parlando ed è qui che mi dici che dovrai andartene ad Ancona. Non mi sembri però tanto dispiaciuto. Non ho mai percepito che per te sarebbe stato tanto doloroso. Come vedi ero un po' ingenua, ero una bambina. Comunque sia, sappi che non facevi tutto da solo, come dici tu e quando ci salutammo fu doloroso anche per me. Ero veramente triste, forse ho realizzato meglio più tardi. Ricordo che tornando a casa informai subito mia madre del tuo trasferimento, come per cercare in lei un po' di consolazione. Sapessi quante volte, dopo la tua partenza, mi sono fermata a fissare la foto di classe in cerca di uno spunto che potesse aiutarmi a ricordare i tuoi gesti, la tua voce, il tuo accento che mi piaceva tanto. Tante volte ho pensato a te ed ora sono felice. Credo che gli angeli esistano e che non siano in cielo, ma sulla terra e credo di essere straordinariamente fortunata di averne incontrato uno e di averlo poi anche ritrovato. Credo che solo a chi ha conosciuto il dolore sia riservata la capacità di assaporare la gioia autentica, che si può trarre anche dalle piccole cose di tutti i giorni.Credo nella magia, intesa come fatalità, nelle coincidenze, nella speranza e nella perseveranza.Credo nel rispetto degli altri, ma anche di se stessi. credo nell'importanza dell'essere capaci di fermarsi ad ascoltare. Credo nel tempo passato con se stessi a meditare e sognare. Credo nella forza di un sorriso, di una gentilezza. Credo che a volte per non ferire si rischi di uccidere. Credo che ognuno avrebbe la capacità di amare, ma in pochi lo sanno. Credo che la gioia suprema si trovi nel riuscire ad amare, amare incondizionatamente, gratuitamente. Credo che tu mi stia insegnando a guardare il mondo con altri occhi e già mi appare diverso. All'improvviso riesco a distinguere ciò che è davvero importante, da ciò che non vale nulla. Credo di avere imparato a riconoscere le persone che amano. In questi giorni guardo la gente che mi sta attorno prestando maggiore attenzione. Per ogni cliente che entra mi chiedo: "lui ama o no?" lo riconosco subito e sono più tollerante a perdonargli qualche sgarberia, isterismo (sempre molto frequenti putroppo) e penso: "in fondo sta soffrendo, non sa cosa si sta perdendo".Tutti abbiamo bisogno di amore, tutti lo cerchiamo, molti lo temono....
 
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giovedì, 28 dicembre 2006

riflettere...stop. oppure ricomincia'MO vah. da qui. e proviamo ad articolare qualcosa che somigli a pensieri sensati nelle intenzioni anche se nessuno leggerà. forse solo perchè un altro anno (il tempo e non l'orologio) nasce (non dico termina perchè l'ottimismo rende liberi, deficienti ma liberi).  ho ben presente tutte quelle battute (verità purtroppo!) delle comiche (donne comiche) sui maschi (pur sempre esseri pluricellulari anche se forma di vita meno evoluta).  e allora penso...noi maschi siamo fortunati perchè abbiamo sempre una donna come modello (sensibilità intuito intelligenza e un altro kit di cosette preziose) ma le donne....che c'hanno? (ok ..per capire una donna serve una donna per capire un uomo basta un maiale...oppure ci sono tre tipi di uomini quelli fedeli, quelli sinceri e poi la quasi totalità). in conclusione....la mia fortuna è che sono forse un osservatore ricettivo e spero di avere ancora tempo per imparare tutto quello che ...non sapremmo mai perchè non siamo donne e che comunque non capiremo mai perchè siamo uomini.

Se un giorno deciderò di tornare a fare radio, vorrei inserire nel programma una rubrica di ecologia della mente, magari intitolarla …”hai mai pensato che...

 ke…spesso è meglio immaginare che sapere. Se immagini crei. Se sai non puoi più scegliere. La realtà è spietata. L’immaginazione tollerà varianti meno crudeli. Così non finirai mai a scrivere frasi del tipo….l’universo è stato creato al solo scopo di spezzare cuori….oppure….la vita è solo….un paio di miliardi di cellule che hanno deciso di essere te per un po’.
ke…oggi la gente si fa le opinioni…sulle opinioni, non sui fatti. "Secondo lei …è colpevole ? siiii"." Beh allora è colpevole davvero, se lo dice la gente! La gente decide cosa pensare non su argomenti e fatti, ma sui sondaggi le impressioni l’emotività. Basta! Torniamo a separare: da una parte quello che si sa (fatto certo), dall’altra quello che si pensa (impressione mutevole). Poi ne parliamo.
ke…Molte persone "fanno molto con poco". Una persona che con poca cultura scrive una poesia vale più di decine di intellettuali che "si fanno le seghe mentali" sprecando le loro migliori energie. Anche a far oro con l’oro son buoni tutti. Ma ..dal letame i fior….anche Galileo diceva: la natura fa il massimo con il minimo. Basta un semplice seme.
ke…si cerca una cosa e se ne trova quasi sempre un’ altra. Magari di egual valore, magari una sorpresa, un dono, che supera le aspettative della ricerca.
ke…ci sono tanti modi per definire l’amore. anche io nel mio piccolo ne ho pensato uno. L’amore è poter dire ad una donna: " voglio tutte le tue lacrime, fra un sorriso e un altro."
…Quasi nessuno è peggio di ciò che sembra, qualcuno è anche meglio di come appare
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